Sfruttamento delle energie alternative
 

Industria mineraria australiana spinge energia nucleare

Roberto Deboni DMIsr 3 Set 2017 06:17
Introduciamo l'associazione: Minerals Council of Australia, essa
rappresenta le societa' che coprono la maggior parte della
produzione mineraria australiana. In passato era nota come
Australian Minerals Industry Council (chi trovasse notizie con
questo nome, sono la stessa associazione).
La MCA e' membro associato della World Coal Association.

Nel 2010 ha speso $16 milioni in inserzioni contro una tassa
sulle risorse minerarie ed una sopratassa sui profitti.
Nel 2011 e 2012 il gruppo ha speso $23 milioni e poi $1,67
milioni nel 2013. Il gruppo nel 2015 ha fatto campagna a
favore del carbone, sostenendo che i sistemi di cattura del
carbonio sono oggi una realta' (ma c'e' un solo impianto
"industriale" nel mondo e sta faccendo la fine di Ivanpah nel
solare, problemi su problemi ... d'infanzia).

Nel marzo di quest'anno, 11 parlamentari australiani hanno
chiesto la fine del divieto dell'energia nucleare in Australia
ed hanno ottenuto l'appoggio per la prima volta della MCA:

http://www.minerals.org.au/news/it_is_time_to_end_the_ban_on_nuclear_power_in_australia

<http://web.archive.org/web/20170331075225/http://www.minerals.org.au/news/it_is_time_to_end_the_ban_on_nuclear_power_in_australia>

citando cinque ragioni:
- affidabilita'
- basse emissioni di CO2
- tecnologia collaudata
- a prezzi accessibili
- tecnologia sicura e produce pochi rifiuti

Il 1mo settembre, l'altro ieri, il sostegno diventa piu' deciso,
affermando che il divieto dell'energia nucleare e' come tenere
l'Australia con una mano legata dietro la schiena, mentre cerca
di fare il difficile compito di costruire un sistema di generazione
elettrica a bassa emissione di CO2:

http://www.minerals.org.au/news/its_time_to_kick_australias_nuclear_prohibition_into_the_bin

<http://web.archive.org/web/20170903032708/http://www.minerals.org.au/news/its_time_to_kick_australias_nuclear_prohibition_into_the_bin>

Si osserva che il divieto sta bloccando anche lo sviluppo di nuove
tecnologie nucleari, come quella dei piccoli reattori (SMR).

C'e' anche raccontato il retroscena della introduzione del divieto
nel 1998:

"*****ysis released today by the Minerals Council of Australia shows
Australia tied one hand behind its back as recently as 1998, when
political horse-trading saw a prohibition on nuclear power quietly
slipped into legislation centralising radiation regulation.
A similar prohibition with even greater effect was inserted into
federal environmental legislation the following year."

[L'*****isi rilasciata oggi dal Consiglio Minerario dell'Australia
mostra che l'Australia ha una mano legata dietro la schiena fin
dal 1998, quando uno scambio politico da fiera dei cavalli ha visto
un divieto sull'energia nucleare scivolato silenziosamente nelle
normative che centralizzavano la regolamentazione sulle radiazioni.
Un simile divieto con un effetto ancora maggiore è stato inserito
nella legislazione federale sull'ambiente l'anno successivo.]


Ed un segno che nel resto del mondo si stanno gradualmente
dimenticando dell'Italia, forse tra un po' ... sparira' ?

http://www.world-nuclear-news.org/NPAustralian-organisation-calls-for-end-to-nuclear-ban-0109177.html

"Australia is the only high electricity consuming country without
nuclear - or plans to include nuclear - in its energy mix,
the MCA says in a newly published paper, Removing the Prohibition
on Nuclear Power."

Australia = unico paese "ad alto consumo di energia elettrica"
senza l'energia nucleare e senza piani per la sua
inclusione nel mix energetico.

Australia 257 TW*h (2016)
Italia 286 TW*h (2016)

Ehm ?!!! In realta' sono due i paesi con "ad alto consumo di
energia elettrica" senza nucleare: Italia ed Australia.
Ma forse hanno conteggiato le importazioni di energia
nucleare dell'Italia (mentre, ovviamente, l'Australia non ha
modo di importare energia elettrica, non importa come prodotta).

Peccato che non ci sia un pari sostegno per l'energia
termoelettrica a concentrazione solare. C'erano delle buone idee
che si sono fermate solo a livello di prototipi (funzionanti).
Eppure l'Australia ha una notevole risorsa solare.
Roberto Deboni DMIsr 3 Set 2017 16:00
On 03/09/17 06:17, Roberto Deboni DMIsr wrote:

...snip...

> Nel marzo di quest'anno, 11 parlamentari australiani hanno
> chiesto la fine del divieto dell'energia nucleare in Australia
> ed hanno ottenuto l'appoggio per la prima volta della MCA:
>
>
http://www.minerals.org.au/news/it_is_time_to_end_the_ban_on_nuclear_power_in_australia
>
>
<http://web.archive.org/web/20170331075225/http://www.minerals.org.au/news/it_is_time_to_end_the_ban_on_nuclear_power_in_australia>
>
>
> citando cinque ragioni:
> - affidabilita'
> - basse emissioni di CO2
> - tecnologia collaudata
> - a prezzi accessibili
> - tecnologia sicura e produce pochi rifiuti
>
> Il 1mo settembre, l'altro ieri, il sostegno diventa piu' deciso,
> affermando che il divieto dell'energia nucleare e' come tenere
> l'Australia con una mano legata dietro la schiena, mentre cerca
> di fare il difficile compito di costruire un sistema di generazione
> elettrica a bassa emissione di CO2:
>
>
http://www.minerals.org.au/news/its_time_to_kick_australias_nuclear_prohibition_into_the_bin
>
>
<http://web.archive.org/web/20170903032708/http://www.minerals.org.au/news/its_time_to_kick_australias_nuclear_prohibition_into_the_bin>

Trovo interessante che in Australia abbiamo questa posizione
decisamente a favore dell'energia nucleare, mentre negli
Stati Uniti l'associazione simile ha presso una posizione
decisamente *anti* nucleare:

https://atomicinsights.com/smoking-gun/

<http://web.archive.org/web/20170726025203/https://atomicinsights.com/smoking-gun/>

Secondo queste "brave persone" (ironico) il sostegno alle centrali
nucleari sarebbe fatto spargendo informazioni false sulle conseguenze
economiche ed ambientali dello spegnere le centrali nucleari.
Della serie: senti da chi viene la predica ...
Che dietro l'API degli USA ci sia il carbone, lo si legge nel seguito,
quando si cita esplicitamente l'industria del carbone e la sua
decisione alla fine di delegare a terzi una specie di "guerriglia"
verso quello che appare loro un nemico giuriato: l'energia nucleare.
Rod Adams osserva che storicamente ovviamente non e' facile trovare
appunti o indicare documenti che espongono chiaramente certe scelte.
Ma si puo' osservare eventi storicamente registrati e combinarli
insieme in modo ragionevole.

Tra gli anni '60 e '70, le voci associate agli interessi dei
combustibili fossili, se ne sono state rimarchevolmente in disparti
riguardo alla questione sull'energia nucleare. Eppure era evidente
che ogni centrale nucleare sarebbe stata la perdita di almeno due
centrali termoelettriche. Negli stessi anni e' cresciuta una specie
di carovana dei piu' disparati (e certe volte estemporanei) interessi
contro l'energia nucleare con tutta la nota storia di battaglie non
solo sulla sicurezza, ma anche sui siti, il finanziamento, i
regolamenti, la ******* contro la radiazione. (a proposito, oggi
ho il dubbio che i timori sulle conseguenze di un attacco nucleare,
come sparsi da "The day after" siano stati anche strumentali per
spargere il timore sull'energia nucleare, come se eventuali
dispersioni di radiazioni fossero paragonabili a quelli sul luogo
dell'impatto - ed Hiroshima e' una prova storica che al di fuori
del luogo dell'impatto la radiazione e' modesta)
In quelli anni, il beneficiario di tutto questo attivissimo e'
sempre e' solo stata l'industria dei combustibili fossili.
Non pare ragionevole supporre che le associazioni piu' ricche
(ed alcuni hanno mostrato una disponibilita' di mezzi economici
che lasciano costernati di fronte alla loro tesi di essere
"autofinanziati" dai volontari) siano finanziate da chi ha
tratto enorme vantaggio dal loro frenetico attivismo ?
Ed in effetti, $200'000 e' una cifra da capogiro per una
associazione "benefica". Pensate cosa potreste fare se aveste
qualche vostra "fobia", i manifesti che potete comperare, i
pullman da finanziare per viaggi a Roma per manifestare davanti
al Parlamento, gli spazi da comperare sulle ra*****.

La cifra, la trovate citata nella fonte seguente,
a tale proposito, notare un esempo di una posizione diversificata
dai piu', quando la stampa e' veramente libera (implico e riconosco,
cioe', che la tesi "verdi" = "lobby fossile" e' minoritaria tra i
commentatori USA (*)):

https://www.forbes.com/sites/kensilverstein/2016/07/13/are-fossil-fuel-interests-bankrolling-the-anti-nuclear-energy-movement/#3cb9fdb07453

<http://web.archive.org/web/20170103040243/http://www.forbes.com/sites/kensilverstein/2016/07/13/are-fossil-fuel-interests-bankrolling-the-anti-nuclear-energy-movement/#aa086ab7abde>

"The oil industry had long-been concerned that “atomic fission”
could replace oil, or at a minimum, significantly undercut its
price."

“Oil would be worth a lot less if more of the world’s energy
needs were provided by atomic fission,” Adams writes. “If oil
was worth less, it would make no economic sense to press it out
of shale rocks in North Dakota, drill for it deep under the
Gulf of Mexico, or try to extract it from the challenging
environment of the Arctic Ocean.”

In un mondo ove le necessita' energetiche del mondo siano
considerevolmente fornite dall'energia nucleare, il fossile
avrebbe meno valore (se non altro perche' perderebbe la
capacita' di ricattare - vedi i due scherzi subiti
dall'Italia con riguardo alle forniture invernali nazionali
di gas naturale, con emergenza nazionale e taglio orari di
riscaldamento - e senza dimenticare gli svariati "schock"
petroliferi). Se il fossile valesse meno, non ci sarebbe
alcun logica economica per "spremerlo fuori" dagli scisti
rocciosi, dalle profondita' del Golfo del Messico, o dal
gelidamente impegnativo ambiente dell'Oceano Artico.

Se pensate ai danni ambientali causati da queste attivita',
da un punto di vista strettamente ecologico, una Chernobyl e'
al paragone una oasi naturale. Osp, lo e' effettivamente!

(*) Se in Italia c'e' stato qualche giornalista o politico
apertamente a favore dell'energia nucleare, ormai lo hanno
tagliato fuori. Qualcuno ha piu' letto di Chicco Testa ?
Anzi no, lo citano ancora: "boiardo di stato", "nemico dei
consumatori", "rappresentante della lobby elettrica".

E notare l'implicazione della stampa che "essere nucleare"
equivale ad essere "di destra" (e quindi l'ambiente sarebbe
"di sinistra" ?), quando in realta' non c'entra niente,
(visto che nei paesi dove il comunismo/sinistra domina il
nucleare c'e' quanto altrove):

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/05/03/chicco-testa-il-boiardo-di-stato-da-legambiente-al-forum-del-nucleare-ora-punta-allo-sviluppo-economico/2689846/

"Testa tenta di trovare una sponda anche a destra diventando
massimo sostenitore delle ragioni del nucleare"

Insomma, sembra proprio che il "branco" (o se preferite, il
consenso maggioritario) non perdoni chi la pensa diversamente.

Links
Giochi online
Dizionario sinonimi
Leggi e codici
Ricette
Testi
Webmatica
Hosting gratis
   
 

Sfruttamento delle energie alternative | Tutti i gruppi | it.discussioni.energie-alternative | Notizie e discussioni energie alternative | Energie alternative Mobile | Servizio di consultazione news.