Sfruttamento delle energie alternative
 

Il salvataggio marittimo un altra bugia dei politici PD e FI

Roberto Deboni DMIsr 13 Ago 2017 19:53
Ci hanno riempito ormai per anni di una favola che va sotto il
nome di legge del salvataggio marittimo.

Ebbene, quella "legge" e' in realta' la ragione per cui le
imbarcazioni usate sono dei catorci. Infatti la vera legge
sul salvataggio marittimo stabilisce che a chi soccorre una
nave in alto mare spetti un corposo compenso proporzionato
al valore salvato (escluso le vite umane che non sono
considerate beni valutabili). In altre parole, ogni
imbarcazione salvata finirebbe in proprieta' ai salvatori,
visto che difficilmente chi le manda in mare per questo
traffico illegale, e' disposto a pagare la prevista
indennita' di salvataggio.

Poi c'e' un altro accordo marittimo internazionale, che va
sotto il nome di Convenzione di Bruxelles (e non di
"salvataggio marittimo") che all'art.11 stabilisce che
ogni comandante e' obbligato, a patto di non mettere in
serio pericolo la propria nave, l'equipaggio ed i passeggeri,
a rendere assistenza a chiunque, anche nemico, che si trova
in pericolo di andare perso in mare.
Notare che l'art.11 stabilisce anche che al proprieta'
della nave non ha alcuna responsabilita' se il comandante
rifiuta l'assistenza (quindi impedisce di citare per danni
l'armatore, in modo da evitare che esso possa pressare
il comandante, unico in grado di decidere se rischiare
la vita propria e delle persone sotto la sua responsabilita').
Ricordo, a proposito il caso Schettino, su cosa accade se
il comandante di una nave mette a rischio i *suoi*
passeggeri ed equipaggio.

Ci sono anche leggi e trattati successivi che impongono
al comandante di procedere con la massima velocita'
possibile verso una richiesta d'aiuto in mare, se in
posizione di fornire tale assistenza, informando
possibilmente il servizio di soccorso della partecipazione
ai soccorsi.

Ma la cosa interessante e' che tutti questi trattati non
prevedono alcuna sanzione, penalita' o meccanismo di
imposizione verso i comandanti (e come ricordato, gli
armatori in ogni caso sono esenti di qualsiasi
responsabilita').

Questo vale per il passato, quando non c'erano masse di aspiranti
suicidi/ricattatori che si buttavano a mare con gomoni o poco
piu'. L'organizzazione marittima internazionale percio' e'
intervenuta sul nuovo fenomeno:

http://www.imo.org/en/OurWork/Facilitation/personsrescued/Pages/Default.aspx

<http://web.archive.org/web/20170711115203/http://www.imo.org/en/OurWork/Facilitation/personsrescued/Pages/Default.aspx>

che cita:

Risoluzione MSC.153(78) del 20 maggio 2004:

che alla regola gia' citata:

"The master of a ship at sea which is in a position to be
able to provide assistance on receiving information from
any source that persons are in distress at sea, is bound
to proceed with all speed to their assistance, if possible
informing them or the search and rescue service that the
ship is doing so."

aggiunge:

"Questo obbligo di fornire assistenza si applica senza alcun
riguardo alla nazionalita' o allo stato di queste persone
o le circostanze in cui sono state trovate.

Notare che prima di questa modifica, i migranti potevano
essere tranquillamente lasciati al loro destino,
classificandoli come criminali. Con questa modifica anche
i criminali fanno salvati (l'ho buttata in semplicistico
per essere breve).

C'e' anche un preciso obbligo a bordo rivolto ai comandanti:

"I comandanti delle navi che hanno imbarcato persone in bisogno
dal mare devono trattarli con umanita', entro le capacita' e
limitazioni della nave."

Infine e' stato posto nella regola 34-1 che il comandante
non deve essere ristretto o prevenuto dall'armatore a prendere
le decisioni necessarie per salvare vite in mare.

In altre parole, dalla non responsabilita' dell'armatore si
e' passati al divieto esplicito di ogni sua interferenza sulle
decisioni del comandante in termini di salvataggio vite.

https://mcanet.mcga.gov.uk/public/c4/solas/solas_v/Regulations/regulation33.htm

Notare che ancora mancano sanzioni o mezzi per imporre la regola.

In appendice e' stata aggiunta anche la nozione che una persona
in bisogno in mare include anche le persone che, cadute da una
imbarcazione (non che ci siano arrivate a piedi ...) abbiano
trovato rifugio su una costa in posizione remota e non
accessibile da altri servizi di salvataggio di quello
interessato.

[Non molto chiaro nella coda, occorre leggere tutto il SOLAS
(Safety of Life at Sea Convention) per capire meglio]
https://en.wikipedia.org/wiki/SOLAS_Convention

In ogni caso, leggendo i commenti esplicativi di ogni
modifica della risoluzione diventa chiaro che lo scopo per
cui e' la SOLAS e' stata modificata e' quello di salvare i
profughi (quelli "veri") che fuggono da situazione di
pericolo di morte ovvero di gravi maltrattamenti.

Figurati se gli italiani, fatta la legge, non trovano modo
all'inganno per snaturare i suoi scopi (e nel contempo fare
un favore ai vari dittatori o poteri oppressivi perche' oggi
un profugo non e' sicuro, tranne casi estremi, se la sua
situazione da profugo non sara' poi cosi' migliore di
quella grave in cui si trova).

Ecco una guida preparate dalle organizzazioni internazionali
interessate (marittime e quella ONU di soccorso ai rifugiati,
con l'appoggio della associazione internazionale degli
armatori:

http://www.imo.org/en/OurWork/Facilitation/personsrescued/Documents/RescueatSeaGuideENGLISH.pdf

Notare a pagina 7 l'obbligo specifico:

"fornire bisogni iniziali di tipo medico ed altre necessita'
materiali e portarli in un luogo sicuro" (capitolo 1.3.2)

A pagina 9 si precisa che il divieto di espellere chi cerca
asilo non e' un divieto assoluto, ma e' in divieto a riportarli
nei territori in cui la loro vita o liberta' e' in pericolo
a causa della loro razza (razza ?! ma che diamine! un grave
lapsus, dovevano scrivere "etnia" !!!) , religione,
nazionalita' o appartenenza a qualche gruppo sociale o
di opinione (articolo 33(1)).
L'espulsione invece verso territori diversi da quelli in cui
sono in pericolo, e' ammessa (per esempio e' ammesso a
qualsiasi paese europeo espellere i rifugiati verso l'Italia
- ovviamente se provenienti dall'Italia - il che spiega
perche' austriaci e francesi non violano alcun trattato
internazionale.

A pagina 13 si cita quando le operazioni di salvataggio
si ritengono concluse: all'arrivo in un luogo in cui la
sicurezza alla vita della persona non e' piu' a rischio
ed in cui i bisogni umani elementari (cibo, un tetto e
bisogni sanitari) sono presenti; ed in cui e' possibile
fare i passi per mandare la persone soccorsa alla sua
destinazione finale.

L'ultimo paragrafo di pagina 13 mette in serio dubbio
la liceita' di portare le persone tirate fuori dal mare
in certe parti della costa libica ...

A pagina 14 si legge che ogni procedura di riconoscimento
e selezione o verifica dello stato delle persone soccorse
non deve ostacolare l'assistenza come descritta dalle
regole precedenti ed ostacolare in modo irragionevole il
loro sbarco. Chiaramente e' una norma pensata al ripescaggio
di una decina di profughi che e' in genere agevole riconoscere
e verificare nei tempi della navigazione e subito prima dello
sbarco e quindi ogni ritardo allo sbarco sarebbe qualificabile
come un tentativo di ostruzionismo.
Sono sicuro che nel 2004 nessuno avevo ponderato con
attenzione il caso di un milione di migranti economici
che deliberatamente si gettavano in mare per farsi soccorrere.

Ripeto: in tutto questo regolamento non ci sono penalita'
o sanzione, a tutti gli effetti e' un regolamento volontario.
E dovrebbe essere rispettato dalla lettera solo da chi ha
i mezzi per affrontarne i costi.

Visto che il PD, ha esteso il significato del SOLAS di soccorso
e fornitura delle prime necessita' materiali, anche a tutto
il percorso "terrestre" (non previsto nelle norme marittime),
allora io mi appello alla restrizione di cui alle parole:

"... a patto di non mettere in serio pericolo la propria nave,
l'equipaggio ed i passeggeri, ..."

cioe', parafrasando, il dovere dei governanti del PD e di FI
di fornire assistenza materiale alle persone soccorse e
raccolte dal mare (o dalle coste) e' un obbligo morale
A PATTO DI NON METTERE IN PARI O PEGGIORI DIFFICOLTA'
ECONOMICHE la propria nazione ed i propri cittadini !!!

Visto che ci sono molti italiani che ne hanno diritto, ma non
viene loro fornito il servizio equivalente di vitto ed alloggio
al costo di 30 euro al giorno, il governo italiano PD&FI sta
violando le stesse norme internazionali a cui si appellano
in modo interessato a favore dei loro amici:
- interessati nell'accoglienza
- nella attivita' di trasporto illegale
- nella attivita' di tratta degli schiavi
il tutto abusando di nuove regole internazionali poste nel 2004,
in modo tale da rischiare di metterle fuori applicabilita' per
l'abuso dello spirito della norma.

Non c'e' da meravigliarsi se l'Italia, il paese industrializzato
piu' corrotto del mondo e con il piu' elevato numero di politici
con stretti legami con le piu' potenti criminalita' organizzate
del mondo, e' stato isolato da tutto il resto del consenso europeo
(quello direttamente interessato dal pasticcio - per non dire peggio -
creato e continuato dal governo italiano).
Roberto Deboni DMIsr 13 Ago 2017 19:55
On 13/08/17 19:53, Roberto Deboni DMIsr wrote:
> Ci hanno riempito ormai per anni di una favola che va sotto il
> nome di legge del salvataggio marittimo.

...snip...

> Ecco una guida preparate dalle organizzazioni internazionali
> interessate (marittime e quella ONU di soccorso ai rifugiati,
> con l'appoggio della associazione internazionale degli
> armatori:
>
>
http://www.imo.org/en/OurWork/Facilitation/personsrescued/Documents/RescueatSeaGuideENGLISH.pdf

Scusate, ho sbagliato gruppo, volevo scriverlo su
it.discussioni.consumatori.tutela

Links
Giochi online
Dizionario sinonimi
Leggi e codici
Ricette
Testi
Webmatica
Hosting gratis
   
 

Sfruttamento delle energie alternative | Tutti i gruppi | it.discussioni.energie-alternative | Notizie e discussioni energie alternative | Energie alternative Mobile | Servizio di consultazione news.