Sfruttamento delle energie alternative
 

I deficienti i consulenti per Greenpeace e lo scorno su PAKS II

Roberto Deboni DMIsr 7 Mar 2017 03:40
Volete un esempio ? Eccolo:

http://www.greenpeace.org/hungary/Global/hungary/*****panyok/atomenergia/paks2/NPP

Paks II Candole.pdf

A pagina 7:

"We believe that the long term marginal cost methodology is not the
appropriate methodology for developing power price forecasts."

Ma sono deficienti ?

E' vero che poi riconoscono che sarebbe fondato usare la metodologia a
lungo termine (ma con la ridicola riserva che sarebbe "teorica"):

"Whilst theoretically sound, this theory is not supported by evidence
from European power markets since their liberalisation."

Sorvolo sulla demenza logica che segue (anzi, onestamente sono solo
riuscito a capire che sicome alcuni paesi si comportano da cicale -
indovinate uno qual'e' - allora il metodo non sarebbe applicabile ?!!!)

A pagina 14 poi tirano in ballo Olkiluoto, che e' una storia tutta
particolare di una Areva guidata da un amministratore delegato scelto
dai verdi francesi. Una situazione irripetibile ed infatti Rosatom (che
e' il costruttore in ballo qui) non ha mai causato problemi del genere.

Inoltre, mentre lo stu***** Rothschild prevede €2,1/MW*h di costo
combustibile nucleare, questi se ne vengono fuori dal cielo blu con un
€7,3/MW*h di una valutazione tutta interna particolare francese. Qui,
non e' solo che in ballo ci sono i russi, ma che siamo in presenza di un
mercato del combustibile nucleare fortemente depresso, con le maggiori
societa' minerarie dell'uranio ad affrontare ripetute crisi.
Chi e' piu' credibile ? Rothschild (che i soldi li fa') o questi i*****ti
senza reputazione sbuccati dal nulla ?

Notare il costo del denaro aumentato al 7% (previsioni grame sull'euro ?).

Ovviamente con tutte queste distorsioni, se ne vengono fuori che il
consumatore ungherese doverbbe sovvenzionare vita natural durante
l'energia elettrica dei due reattori nucleari russi fino ad una cifra di
10,3 centesimi/kW*h. Eh ? A parte che non e' vero, viene da ridere se
pensiamo che gli italioti stanno faccendo qualcosa dell'ordine
mediamente dei 30 centesim/kW*h per il fotovoltaico. Sarebbe da firmare
subito ad occhi chiusi per dare il fotovoltaico all'Ungheria e pigliarci
noi i due reattori russi (notare come 2,4 GW producono 18,9 TW*h, quasi
quanto la produzione degli oltre 18 GW fotovoltaici italioti).

Vi (anzi "mi") risparmio il resto, perche' e' vaniliquo senza senso (ci
tirano pure dentro la Germania ... hmmm, sembra quasi per uso interno).
Ci sarebbe da ridere se non fosse che documenti come questi vengono poi
tirati fuori durante la campagne elettorali o dibattiti pseudo
tecnici/scientifici, affibbiandoli una patente di seriosita' che
sparisce appena si esce dall'arena politica, ovvero popolana.

Notare che il documento per arrivare a 48 pagine, e quindi diluire
l'attenzione di chi legge (altrimenti diventa troppo facile prendere in
castagna i deficienti), sostanzialmente si ripetono ben tre volte, con
numerosi paragrafi copia/incollati (per risparmiare tempo ? ... e questo
sarebbe un modo reputabile per "riempire" un testo ?).

Una nota sulla conclusione finale (quella della "pietrificazione ...").
A prima vista sembra che abbiano ragione sul fatto che non appare utile
arrivare al 70% di quota nucleare per la produzione elettrica.
Ma dobbiamo fare mente locale:
a) i tempi del nucleare sono a lungo termine (8 di costruzione, 60 di
vita per almeno il primo ciclo)
b) L'Ungheria parte con un consumo pro-capite di 95,78
GJ/pro-capite/anno, mentre la climaticamente meglio favorita Italia fa
108 GJ/anno a testa. Ma attenzione, sulla quota elettrica, il divario
sale enormemente: 3,9 MW*h/anno a testa per l'Ungheria, 5,4 MW*h/anno a
testa per l'Italia (e 7,3 MW*h/anno a testa per tedesco).
c) l'IPCC, l'EU e tutto il mondo scientifico reputabile invita ad una
conversione dell'uso dell'energia da primaria ad elettrica.
d) il PIL ungherese sta crescendo del 8% annuo, anche se nel 2016 ha
rallentato al 2,4%, non c'e' motivo per credere che seguano l'Italia o
la Grecia (che invece sono in recessione)
e) e' possibile che uno o piu' dei reattori di PAKS I, nel frattempo
saranno "spenti"

In conclusione, ne viene fuori che quando quei reattori saranno in
produzione, e' improbibabile che la produzione nucleare ungherese copra
il 70% o piu' della domanda elettrica.

In ogni caso, Greenpeace se l'e' presa sui denti:

<http://budapestbeacon.com/economics/commission-gives-hungary-green-light-paks-ii-expansion/44889>

Fresca, fresca, la Commissione (e questo segue al via libero su Hinkley
per il Regno Unito) ha dato segnale verde per l'espansione della
centrale elettronucleare ungherese di PAKS (PAKS II).

Notare come nella notizia si infila il dubbio insinuato dallo stu***** *******
citato all'inizio di questo messaggio, ovvero, seppure senza
nominarlo, ma si riconoscono le conclusioni:

" ... several studies have found that the energy produced at the Paks II
plant will be more expensive than the market rate in the region ..."

Pero' qui citano un 5,5 centesimi/kW*h, la meta' del limite massimo
dello stu***** portato da Greenpeace.

Incorniciamo:

"Economists have criticized the government’s energy price projections on
grounds that it is unrealistic for the price of energy to increase so
dramatically in coming years. Recent declines to energy prices and the
increased use of renewable energy lend legitimacy to such claims."

Ci vediamo tra 5-10 anni. Anzi, archiviamo, prima che facciano sparire
il tutto:

<http://web.archive.org/web/20170307023552/http://budapestbeacon.com/economics/commission-gives-hungary-green-light-paks-ii-expansion/44889>

Una fonte meno faziosa:

https://hungarytoday.hu/news/european-commission-green-lights-state-aid-hungarys-paks-ii-nuclear-upgrade-project-64321

dove si menziona:

"The two new reactors aim to replace the four reactors currently
operating at Paks, which were constructed in the 1980s and currently
account for approximately 50 percent of Hungary’s domestic electricity
production."
Roberto Deboni DMIsr 7 Mar 2017 03:50
On 07/03/17 02:40, Roberto Deboni DMIsr wrote:
> Volete un esempio ? Eccolo:
>
>
http://www.greenpeace.org/hungary/Global/hungary/*****panyok/atomenergia/paks2/NPP
> Paks II Candole.pdf
>
> A pagina 7:
>
> "We believe that the long term marginal cost methodology is not the
> appropriate methodology for developing power price forecasts."
>
> Ma sono deficienti ?
>
> E' vero che poi riconoscono che sarebbe fondato usare la metodologia a
> lungo termine (ma con la ridicola riserva che sarebbe "teorica"):
>
> "Whilst theoretically sound, this theory is not supported by evidence
> from European power markets since their liberalisation."
>
> Sorvolo sulla demenza logica che segue (anzi, onestamente sono solo
> riuscito a capire che sicome alcuni paesi si comportano da cicale -
> indovinate uno qual'e' - allora il metodo non sarebbe applicabile ?!!!)
>
> A pagina 14 poi tirano in ballo Olkiluoto, che e' una storia tutta
> particolare di una Areva guidata da un amministratore delegato scelto
> dai verdi francesi. Una situazione irripetibile ed infatti Rosatom (che
> e' il costruttore in ballo qui) non ha mai causato problemi del genere.

Tra l'altro, solo per indicare una differenza (e non e' l'unica), al
contrario dell'EPR di Olkiluoto, I VVER-1200 sono gia' funzionanti (ad
esempio Novovoronezh 6) e non "in essere" come gli EPR (anche Taishan,
per ora non sembra entrato in servizio). Quindi la vedo dura
pronosticare che che PAKS II fara' la fine di Olkiluoto.
Claiudio 17 Mar 2017 12:48
Il 07/03/2017 03:50, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
> Tra l'altro, solo per indicare una differenza (e non e' l'unica), al
> contrario dell'EPR di Olkiluoto, I VVER-1200 sono gia' funzionanti (ad
> esempio Novovoronezh 6) e non "in essere" come gli EPR (anche Taishan,
> per ora non sembra entrato in servizio). Quindi la vedo dura
> pronosticare che che PAKS II fara' la fine di Olkiluoto.
>
Non riesco a trovare l'articolo, ma al momento quelli che sanno
costruire meglio gli impianti nucleari sono:
- i russi;
- i cinesi;
- i sud coreani.

Bene o male, perché non hanno voluto "perdere la mano" e le competenze
di gestione dei progetti passati, ora le fanno fruttare.

Forse il declino dell'occidente è anche questo: convinti che basti
"sapere le cose" e quindi "saper fare le cose" sia cosa scontata.

Insomma, sapere come si concepisce un bambino NON è come concepire un
bambino.
Speriamo non arrivi mai il momento in cui, noi maschi, ci ritroveremo ad
usarlo solo per pisciare, perché ci siamo dimenticati a che altro serva.
Roberto Deboni DMIsr 17 Mar 2017 13:09
On 17/03/17 12:48, Claiu***** wrote:
> Il 07/03/2017 03:50, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
>> Tra l'altro, solo per indicare una differenza (e non e' l'unica), al
>> contrario dell'EPR di Olkiluoto, I VVER-1200 sono gia' funzionanti (ad
>> esempio Novovoronezh 6) e non "in essere" come gli EPR (anche Taishan,
>> per ora non sembra entrato in servizio). Quindi la vedo dura
>> pronosticare che che PAKS II fara' la fine di Olkiluoto.
>>
> Non riesco a trovare l'articolo, ma al momento quelli che sanno
> costruire meglio gli impianti nucleari sono:
> - i russi;
> - i cinesi;
> - i sud coreani.
>
> Bene o male, perché non hanno voluto "perdere la mano" e le competenze
> di gestione dei progetti passati, ora le fanno fruttare.
>
> Forse il declino dell'occidente è anche questo: convinti che basti
> "sapere le cose" e quindi "saper fare le cose" sia cosa scontata.
>
> Insomma, sapere come si concepisce un bambino NON è come concepire un
> bambino.
> Speriamo non arrivi mai il momento in cui, noi maschi, ci ritroveremo ad
> usarlo solo per pisciare, perché ci siamo dimenticati a che altro serva.

ROTFL (nonostante il male di denti ... due settimane per aspettare una
estrazione ...)

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