Sfruttamento delle energie alternative
 

Una parere reputabile smentisce Amory B Lovins

Roberto Deboni DMIsr 12 Feb 2017 16:04
Introduciamo prima di tutto LR:

https://it.wikipedia.org/wiki/Lloyd%27s_Register

"Attraverso la controllata Lloyd's Register Quality Assurance Ltd (LRQA)
è uno dei maggiori fornitori di servizi indipendenti di valutazione,
compresa la certificazione di qualità ISO9001, ISO14001 e OHSAS18001."

Si tratta quindi di una societa' che opera nel settore del controllo
qualita' con agganci alle assicurazioni.

Attualmente ha 9000 dipendenti in 78 nazioni e fattura un miliardo di
sterline all'anno, quindi e' una realta' che conta.

Dal 2014, LR conduce una ricerca/stu***** su varie problematiche della
tecnolgia. Quest'anno l'impegno e' stato duplice, e nel settore delle
energia a bassa emissioni di carbonio: rinnovabili e nucleare:

http://www.lr.org/en/low-carbon-power/technology-radar.aspx

Prima di continuare, ponetevi una domanda: "Quando si tratta di
discettare sulle convenienze economiche, chi e' piu autorevole ?"

Per esempio, se "chi parla" e' un consigliere d'amministrazione
societario, o un investitore o un assicuratore, che peso ci dareste alle
sue opinioni in termini di "cosa e' o non e' economico ?".

Se saltate la premessa (partendo da pagina 8) ed "titoli di coda", si
tratta di 24 pagine per lo stu***** sulle rinnovabili e 12 pagine per
quello sul nucleare. Dovreste farcela anche voi :-)

Cominciamo dalla premessa:

"Although the path to decarbonisation is far from being free of
obstacles, the appetite for low carbon power generation is strong, and
the move away from fossil fuels is under way."

Il cittadino italiano me***** e' meglio che prenda atto che nel resto del
mondo e' iniziato un allontanamento dalle energie fossili (anche gli
arabi!). Perche', anche se nell'immediato, consumare carbone e gas costa
meno, appena il mercato dell'energia comincera' a navigare in acque
agitate (come accade mediamente ogni dieci anni), l'Italia, come e' oggi,
con i suoi poveri 23 TW*h/anno di fotovoltaico, si trovera' in seri guai
a tenere testa alla concorrenza estera sui prezzi delle merci prodotte.

"Renewable energy sources such as wind and solar are now reaching cost
parity with their fossil fuel-based alternatives, but intermittency is a
challenge that has yet to be solved."

Possiamo essere d'accordo sulla competitivita' dell'eolico e del
fotovoltaico (solare include anche il TCS che non ha problemi di
intermittenza nelle iplementazioni moderne) se prescindiamo dai costi
della intermittenza della fornitura (che in un mercato funzionante
significa una penale, dovendo pagare qualcuno altro per "tappare" i buchi
di produzione).

"While oversupply can to some extent be traded through regional grids,
baseload power is still needed for when the wind fails to ******* or the sun
fails to shine."

Gira e rigira, una generazione di base e' fondamentale per qualsiasi
societa' tecnologica. Dipendiamo troppo da apparecchi salvavita o di
controllo di sicurezza per permetterci un "buco" nella alimentazione.
E se il prezzo della generazione di base e' inferiore al costo di gestirsi
in casa un UPS o gruppo elettrogeno, allora non c'e' storia.

L'energia nucleare e' una tecnologia che permette di fornire tutto il
carico di base che ci serve, senza emissioni degne di nota in termini di
CO2.

Ed ancora una volta voglio evidenziare come la fanatica opposizione verso
"l'altra tecnologia" proviene principalmente da
"rinnovabilisti" (fanatici di un mondo bucolico che esiste solo nei
sogni). Infatti dal lato nucleare:

“Nuclear should be working hand in hand with renewables,” says Lady
Barbara Judge CBE, Chairman of the Institute of Directors and Chairman
Emeritus of the UK Atomic Energy Authority. “You can’t have renewables
alone – they don’t provide baseline generation – but we could do them
together, and that would be a good thing.”

Quindi, sull'altro campo, come l'autorita' sull'energia atomica, si vede
come buona cosa il nucleare insieme alla rinnovabili. Mentre i
rinnovabilisti si sperticano ad assaltare le centrali nucleare
vociferando che sono nemici delle fonti rinnovabili.

Eppure, da sempre vedo un perfetto connubio tra energia nucleare che
produce il carico di base (in Italia una potenza costante di circa 20-30
GW) ed una energia solare con accumulo (il TCS) che copre la "gobba" di
domanda giornaliera. L'idroelettrico e l'eolico possono essere una utile
diversificazione e gli impianti di pompaggio fungere come socio naturale
degli impianti eolici. Cosi' semplice, cosi logico, cosi vantaggioso (nel
Regno Unito hanno iniziato l'assunzione di tecnici per una costruenda
centrala nucleare da 5400 MW (non l'EPR), con in programma di arrivare
fino a 10'000 lavoratori per la costruzione e poi 850 dipendenti stabili.
A danno di chi ? Le rinnovabili ? Ma neanche per sogno: l'impatto lo
subiscono i produttori di combustibili fossili. E con 5,4 GW e' un
impatto duro (sono piu' di 40 TW*h all'anno, e questo per una sola
centrale, confrontatelo con i 22 TW*h del fotovoltaico ... che peraltro
in realta' da tanto lavoro alle centrali turbogas, quelle piu' costose in
termini di consumo unitario di gas.

Dalle interviste e' saltata fuori una certa incertezza (che contribuisce
certamente ad un ritardo nell'aprire nuovi cantieri nucleari) verso il
concetto SMR (che non e', come alcuni credono, legato a fluidi di
raffreddamento esotici, come il piombo) ovvero dei Small modular reactor,
che non sono altro che reattori più piccoli di quelli convenzionali e
prodotti in appositi impianti per essere portati sul sito di utilizzo
completamente costruiti. Insomma, invece di portarsi indietro un circo
nomade di tecnici specializzati ed esperti in ogni nuovo cantiere
nucleare, avremo una industria dove tecnici specializzati ed esperti sono
"dipendenti", senza doversi preoccupare di trovare posto di lavoro in un
ulteriore futuro cantiere, che si concentrano sulla costruzione in serie
di reattori nucleari che poi, chiavi in mano, saranno portati sul sito di
utilizzo. "piccoli" non sono, perche' la loro taglia, puo' essere dei 105
MW degli HTR-PM in costruzione a Shidao Bay in Cina. 105 MW sono
certamente ben piu' piccoli dei reattori da 1000 MW che oggi paiono fare
il mercato, ma sono ancora una potenza sufficiente per servire una
piccola cittadina. Nel sito cinese, per ora ne stanno costruendo uno
solo, da usare come prototipo per verificare l'apprendimento della
tecnologia tedesca THTR-300 che ci sta dietro.
Ma il progetto delal centrale prevede ben 18 reattori !
Ora se una sola centrale utilizza 18 reattori (e questo perche' sono
previsti anche due reattori "convenzionali" da 1,5 GW, una versione
cinese piu' grossa dell'AP1000, e di cui anch'essa abbiamo la prima unita'
in costruzione) potete immaginare i "numeri" del mercato se il concetto
prendesse piede mondialmente. Significa abbandonare il concetto della
costruzione "ad hoc", ma cominciare a ragionare in termini di "merce da
produrre" in serie. Se ognuna delle nazioni che utilizza l'energia
nucleare, ne ordina una decina, sarebbe un mercato di migliaia di pezzi.
D'accordo "produzione in serie" per mille pezzi sarebbe un po' esagerato,
pero' il concetto di una "produzione" in fabbrica prodotto sullo stesso
modello verificato ed ottimizzato, sarebbe un grosso passo in avanti per
l'industria nucleare.

Naturalmente, per ora siamo a livello di un alcuni prototipi, quindi non
e' chiara la potenzialita' di una tale industria. Ma in passato, chi ha
ignorato le possibilita' tecnologiche future e' sempre finito male.

Nel sondaggio hanno ricavato una graduatoria di quello che si ritengono
le maggiori barriere all'introduzione dell'energia nucleare:

14% a causa di regolamenti troppo severi (una produzione industriale
poterbbe risolvere questo problema, perche' i regolamenti sono semplici
da seguire nell'ambito della logica di uno stabilimento)

13% opinione pubblica (ma come sollevato in altra discussione, il settore
nucleare e chi lo sostiene dovrebbe fare piu' attivita' divulgatrice)

12% i rifiuti [nucleari] in realta' l'ultimo e' un problema "non
problema", legato piu' che altro a quello precedente: l'opinione pubblica.


L'incertezza per oggi si risolve in un:

"... respondents to our survey predicted that SMRs have a low likelihood
of eventual takeup, and will have a minimal impact when they do arrive."

Cioe' allo stato attuale, si crede che non prendano piede (nonostante
pareri di esperti) ed anche se arrivano, avranno un impatto minimo.

Una delle remore indicate verso gli SMR e' il loro utilizzo sparso per il
territorio:

“The idea of having lots of little nuclear power stations dotted around
the country seems a pretty large safety risk.”

ma in realta' non e' un problema degno di attenzione, perche' i cinesi,
con il loro progetto di 18 unita' in un solo sito mostrano che solo
perche' gli SMR possono essere distribuiti per ogni localita' che abbia
bisogno di energia elettrica di base, non significa che si debba per
forza uscire dalla logica delle grosse centrali per ridurre il problema
sicurezza a guardare un solo territorio invece molteplici siti.

Il progetto cinese tocca anche un altra innovazione: combustibili migliori
(sfere o combustibile metallico), che spremono piu' energia dal
combustibile nucleare, prima che esso richieda lavorazione. E questo
riduce anche la produzione di rifiuti nucleari (deep burn) ed anche il
volume esistente. Infatti:

"What is currently unusable and designated as waste may one day be usable
as fuel – much better then, they argue, to store it in a location that is
easier to access than traditional geological disposal solutions."

E' evidente che da' sempre nazioni, come gli Francia, ******* Stati Uniti,
non hanno mai operato una depostito geologico concreto, proprio in attesa
di prendere quello che in Italia sono classificati "scorie nucleari" per
ricavarne piu' energia di quanta e' stata prodotta nella prima "passata"
dentro il reattore. Loro non sono scemi ...

Si richiama il problema dell'isteria antinuclearista, che ha come
conseguenza una serie di distruttivi cicli di bolle di mercato e poi
depressione degli ordinativi dopo ogni incidente, che inevitabilmente
accade come in qualsiasi altra attivita' industriale.

Pero' questi dubbi sulla fase di pianificazione sono fortemente difformi
nel mondo:

7% nei paesi asiatici ritiene questo una difficolta'
18% in Europa
21% negli Stati Uniti/Canada

Considerate che anche un paese piccolo come gli Emirati Arabi, sta
riuscendo a costruire 4 reattori rispettando i tempi e i preventivi di
spesa.

Ecco perche' gli SMR potrebbero essere interessanti, perche' una fabbrica
potrebbe tenere al lavoro i suoi dipendenti anche in tempi di crisi,
semplicemente producendo quello che va a finire nel parco dell'in attesa
di vendita (come ha fatto e fa l'industria automobilistica), per poi
venderlo quando il mercato riprende.

Conclusione:

"Although in the low carbon context nuclear is sometimes discussed as a
stop-gap solution until renewables’ intermittency issues can be solved,
in fact, its potential as a low carbon power source is much greater than
this. Given developments in efficiency and lifecycle and the fact that in
many parts of the world, nuclear is now the cheapest power generation
option, it should form a critical and permanent component of the low
carbon agenda."

Ripeto ed evidenzio:

"... in many parts of the world, nuclear is now the cheapest power
generation option, ..."

IN MOLTE PARTI DEL MONDO ORA l'energai nucleare e' l'opzione per generare
energia PIU' COMPETITIVA !!!

Questo lo dicono signori che lavorano nell'industria della energia, da
una fonte che ha a che fare con gli assicuratori (quelli che "pagano"
quando accadono pasticci).

Controntatelo con la parole di Amory B Lovins con cui gli antinuclearisti
ci tediano a morte:

"New nuclear reactors have no business case, even if not of the ill-
starred French variety."

Cioe', secondo il sig.Lovins, i reattori nucleari non hanno alcuna
prospettiva commerciale. Punto!

Siamo a livelli della scarsa competenza di una sig.ra Caldicott (Helen).

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