Sfruttamento delle energie alternative
 

Terna tira le somme per il 2016

Roberto Deboni DMIsr 12 Feb 2017 17:06
Rapporto mensile Dicembre 2016 che contiene anche il totale gennaio-
dicembre:

http:/ ******* terna.it/terna/0000/0893/13.PDF

4,1 TW*h in meno di idroelettrico rispetto al 2015
4,6 TW*h in piu' da carbone e gas rispetto al 2015

fotovoltaico in leggero calo/stabile
biomasse in leggere crescita/stabile

eolico in crescita di 2,6 TW*h

Il saldo di tutto questo e' un +3,2 TW*h di produzione nazionale rispetto
al 2015.

A fronte di questo, sul lato richiesta di energia, vediamo un triste -6,6
TW*h che dubito sia dovuto all'efficientamento dei settori di consumo.

Chiaro che tra +3,2 dal lato della produzione e -6,6 dal lato della
richiesta, da qualche parte dobbiamo togliere la somma di 9,8 TW*h. Una
parte va in 0,5 TW*h di maggiori consumi degli impianti di pompaggio (che
per un terzo significa "perdite"). Il resto e' stato aggiustato tagliando
di 9,3 TW*h le importazioni.

A casa mia sarebbe evidente che il taglio delle importazioni e' dovuto
per piu' di due terzi dal calo della domanda elettrica. A voi ?

In quanto all'altra pezzo di taglio del saldo import/export risulta
evidente che si tratta principalmente in 1,7 TW*h di maggiori
esportazioni.

Il che combinando con il boom eolico di 2,7 TW*h mi puzza di "esportazioni
per necessita'" (magari di notte), perche' l'eolico si ha da usare al
volo. Ora cosa accade se la Francia riduce la produzione nucleare al 50%
del totale, come annunciato da certi politici, ed in cambio aumenta
l'eolico ? Dove troveranno spazio le esportazioni di eolico in Italia ?

Il problema delle intermittenze e dei mercati continentali e' che si
tratta di libero mercato, e l'Italia si muove molto imbranata in questo
ambito (e paghiamo noi cittadini, con una bolletta energetica tra le piu'
alte del mondo, non solo dell'Europa). E tutto perche' il solito amico di
qualche rivenditore arabo o russi (o da dove altro oggi si importano
combustibili fossili) possa incassare la sua tangente annuale. Cifra che
poi potra' spendere per comperare reti televisive e giornali, per
finanziarsi le campagne elettorali ed ogni altro modo per manipolare le
malleabili menti italiote (cioe' di quella parte degli italiani che calza
la definizione di ******* ).


Il mese di dicembre mostra in modo drammatico l'effetto della combinata
eolico+turbogas. Per compensare le intermittenze dell'eolico, ove non si
trovi domanda estera che la compensi, e' necessario attivare i gruppi
turbogas in ambito locale (Italia) non potendo certamente controllare i
produttori esteri. E quindi ogni incremento della produzione eolica sara'
sempre accompagnato da una aumento di una componente della produzione
termoelettrica. Se il carico di base resta costante, si ottiene un saldo
in crescita della generazione termoelettrica. Poi all'estero devono avere
tagliato le esportazioni e cosi' il risultato complessivo e' che,
nonostante 0,6 TW*h in piu' di eolico, c'e' una crescita di 1,8 TW*h da
termoelettrico (tre volte tanto), in parte per sfruttare i 0,8 TW*h in
piu' di eolico. E quindi l'uso in ambito locale della produzione eolica
ha aumentato il peso delle emssioni di CO2 in Italia. Alla faccia degli
obbiettivi di riduzione.

E se guardiamo a livello europea, il bilancio italiano sta "sabotando" i
risultati del resto dell'Europa.

E non dimentichiamo che il settore elettrico e' solo un terzo del settore
energia in Italia. Temo che negli settori il passaggio alle rinnovabili
pesi ancora meno.

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