Sfruttamento delle energie alternative
 

Come IEA vede la politica della energia 2016 della Italia

Roberto Deboni DMIsr 1 Feb 2017 03:48
Non mi ricordo se l'avevamo commentato questo interessante documento:

<http://www.iea.org/publications/freepublications/publication/energy-policies-of-iea-countries---italy-2016-review.html>

dal titolo:

"Energy Policies of IEA Countries - Italy 2016 Review"

Da pagina 11 (10 sul documento) si commenta la liberalizzazione del
settore elettrico.

"Despite the administrative unbundling of retail supply and distribution
grid ownership and operation, the establishment of a fully functional
retail market remains incomplete."

Nonostante la separazione tra rivendita al dettaglio e proprieta' della
rete di distribuzione, l'istituzione di un mercato al dettaglio
funzionale rimane incompleto. E questo era riferito agli inizi del 2016.

"Notably, a significant portion of wholesale market purchases comes from
Acquirente Unico (AU), the single buyer. Italy is at present the only
country in Europe to retain the single buyer model. As AU purchases its
power from the wholesale market, it is in practice competing with
competitive retailers. While its relative ******* of purchases in the
wholesale market has been declining, the presence of such a large single
buyer in a market place raises concerns about overall competitiveness."

Ed alla IEA notano come una porizione significativa del mercato
all'ingresso e' gestito dall'Acquirente Unico.
L'ITALIA E' ATTUALMENTE L'UNICO PAESE IN EUROPA CHE TIENE IN PIEDI IL
SISTEMA DELL'ACQUIRENTE UNICO. L'acquirente unico e' in competizione sul
mercato all'ingrosso con gli altri partecipanti, ed essendo talmente
grosso, si alzano preoccupazioni di una reale competitivita' del sistema
elettrico nazionale. Alla faccia della liberalizzazione.

"Evidence suggests that Italy’s electricity retail tariffs are among the
highest in Europe. Furthermore, electricity tariffs cover a very broad
range of charges, and are presented in a complex form. High prices
impact on their relative competitiveness of Italian industry."

Le prove mostrano che le tariffe al dettaglio italiane sono tra le piu'
alte d'Europa. Inoltre, la tariffa elettrica copre un ampia escursione
di ricarichi, e la tariffa e' presentata in una forma complessa. I
prezzi alti impattano [ndr: negativamente] sulla competitivita' relativa
della industria italiana.

Insomma, l'IEA ci scrive che:
a) la liberalizzazione, dopo tutti questi anni, non e' stata completata
b) l'Italia e' l'unico paese EU con il metodo dell'acquirente unico
c) il metodo dell'acquirente unico non assicura una competitivita'
globale del sistema
d) le tariffe al dettaglio in Italia sono salate, tre le piu' care d'Europa
e) il sistema tariffario italiano presenta una varieta' di ricarichi ed
e' complicata da capire
f) l'industria italiana ne soffre

Qualcuno non e' d'accordo ?
Mario F. 1 Feb 2017 13:43
Il 01/02/2017 03:48, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
> Non mi ricordo se l'avevamo commentato questo interessante documento:
>
>
<http://www.iea.org/publications/freepublications/publication/energy-policies-of-iea-countries---italy-2016-review.html>
>
>
> dal titolo:
>
> "Energy Policies of IEA Countries - Italy 2016 Review"
>
> Da pagina 11 (10 sul documento) si commenta la liberalizzazione del
> settore elettrico.
>
> "Despite the administrative unbundling of retail supply and distribution
> grid ownership and operation, the establishment of a fully functional
> retail market remains incomplete."
>
> Nonostante la separazione tra rivendita al dettaglio e proprieta' della
> rete di distribuzione, l'istituzione di un mercato al dettaglio
> funzionale rimane incompleto. E questo era riferito agli inizi del 2016.
>
> "Notably, a significant portion of wholesale market purchases comes from
> Acquirente Unico (AU), the single buyer. Italy is at present the only
> country in Europe to retain the single buyer model. As AU purchases its
> power from the wholesale market, it is in practice competing with
> competitive retailers. While its relative ******* of purchases in the
> wholesale market has been declining, the presence of such a large single
> buyer in a market place raises concerns about overall competitiveness."
>
> Ed alla IEA notano come una porizione significativa del mercato
> all'ingresso e' gestito dall'Acquirente Unico.
> L'ITALIA E' ATTUALMENTE L'UNICO PAESE IN EUROPA CHE TIENE IN PIEDI IL
> SISTEMA DELL'ACQUIRENTE UNICO. L'acquirente unico e' in competizione sul
> mercato all'ingrosso con gli altri partecipanti, ed essendo talmente
> grosso, si alzano preoccupazioni di una reale competitivita' del sistema
> elettrico nazionale. Alla faccia della liberalizzazione.
>
> "Evidence suggests that Italy’s electricity retail tariffs are among the
> highest in Europe. Furthermore, electricity tariffs cover a very broad
> range of charges, and are presented in a complex form. High prices
> impact on their relative competitiveness of Italian industry."
>
> Le prove mostrano che le tariffe al dettaglio italiane sono tra le piu'
> alte d'Europa. Inoltre, la tariffa elettrica copre un ampia escursione
> di ricarichi, e la tariffa e' presentata in una forma complessa. I
> prezzi alti impattano [ndr: negativamente] sulla competitivita' relativa
> della industria italiana.
>
> Insomma, l'IEA ci scrive che:
> a) la liberalizzazione, dopo tutti questi anni, non e' stata completata
> b) l'Italia e' l'unico paese EU con il metodo dell'acquirente unico
> c) il metodo dell'acquirente unico non assicura una competitivita'
> globale del sistema
> d) le tariffe al dettaglio in Italia sono salate, tre le piu' care d'Europa
> e) il sistema tariffario italiano presenta una varieta' di ricarichi ed
> e' complicata da capire
> f) l'industria italiana ne soffre
>
> Qualcuno non e' d'accordo ?

IO potrei essere il qualcuno, ma ero parte interessata, il didietro
ancora mi frizza dopo il trattamento, da parte degli ex comunisti, i
democristiani nazionalizzarono, portando la corrente dove non c'era, e i
"comunisti" hanno svenduto nemmeno al miglior offerente, ma
privilegiando noti amici, tipo la tessera n 1.
Se qualcuno credeva che le tariffe calassero molto, vociferavano anche
della metà, si è dimostrato un povero illuso, il costo principale
dell'energia era dovuta ai combustibili, una volta feci un pò a spanne
il calcolo di quanto pesavamo come lavoratori in un anno, rispetto al
prezzo dell'olio, venne circa un 3%.
Potevano anche buttarci fuori quasi tutti, cosa poi avvenuta in gran
parte, ma il costo era quasi lo stesso, ci hanno guadagnato solo chi ha
comprato gli impianti a prezzo di realizzo o quasi, il popolo
consumatore non ha visto un cacchio o quasi, e noi lo abbiamo preso
volgarmente nel ******* ma questo non interessa a nessuno.

Non credo sia esatto dire che solo qui cè l'acquirente unico, cè anche
chi non svenduto nulla in casa propria, in compenso a comprato qui,
intendo EDF con le sue centrali nucleari, il mercato di casa propria è
tutto suo o no.
Il resto è vero, sulle bollette non ci capisco nemmeno io che ci
lavoravo, anche se non nel commerciale, figurati le vecchiette.
Ho provato anche a fare ricerche sui vari siti che confrontano le
tariffe, sono tutte molto vicine, con differenze inferiori al 10%,
volevo vedere se trovavo qualcuno che mi trattava meglio del ex datore
di lavoro, ma mi pare che il gioco non valga la fatica di rotture di
scatole.
Ho anche un sospetto, alcuni disservizi in zone calamitate dalla neve
potrebbero essere causati da una cosa, non essendoci più un unico
responsabile del servizio, chi si assume il costo delle emergenze, il
personale di prima non cè più, dovrebbe essere lo stato tramite non sò
chi, chi lo sapeva fare è sparito, forse si trova in rete l'enorme
diminuzione, saremmo stati forse troppi, ma ora credo il contrario.
Chi ha ******* del fatto forse si è dovuto ricredere, anche il black out
è in buona parte dovuta all'esasperata ricerca del guadagno, a scapito
della sicurezza del servizio, ma nel sistema privato è normale sia così.
danca (Daniele Campagna) 1 Feb 2017 18:08
Il 02/01/2017 01:43 PM, Mario F. ha scritto:
Ho provato anche a fare ricerche sui vari siti che confrontano le
> tariffe, sono tutte molto vicine, con differenze inferiori al 10%,
> volevo vedere se trovavo qualcuno che mi trattava meglio del ex datore
> di lavoro, ma mi pare che il gioco non valga la fatica di rotture di
> scatole.

Invece credo che ne valga la pena.
Passare spregiudicatamente da un fornitore all'altro costringendoli a
fare offerte al ribasso è anzi l'unica difesa.
Vale ber banche, assicurazioni, telefoni, energia.
E non è neanche una grande rottura di scatole, ormai si fa tutto on-line
o per telefono, e di solito il nuovo operatore non addebita costi per le
volture se si aderisce a qualche offerta "promozionale".

Dan

--
"Everybody should pay taxes with a smile"
I tried, but they want money.
Soviet_Mario 1 Feb 2017 18:59
On 01/02/2017 18.08, danca (Daniele Campagna) wrote:
> Il 02/01/2017 01:43 PM, Mario F. ha scritto:
> Ho provato anche a fare ricerche sui vari siti che
> confrontano le
>> tariffe, sono tutte molto vicine, con differenze inferiori
>> al 10%,
>> volevo vedere se trovavo qualcuno che mi trattava meglio
>> del ex datore
>> di lavoro, ma mi pare che il gioco non valga la fatica di
>> rotture di
>> scatole.
>
> Invece credo che ne valga la pena.
> Passare spregiudicatamente da un fornitore all'altro
> costringendoli a fare offerte al ribasso è anzi l'unica difesa.

questo è vero

> Vale ber banche, assicurazioni, telefoni, energia.
> E non è neanche una grande rottura di scatole, ormai si fa
> tutto on-line o per telefono, e di solito il nuovo operatore
> non addebita costi per le volture se si aderisce a qualche
> offerta "promozionale".

tuttavia anche il TEMPO è un valore. E l'attenzione (che
viene distolta da altro) è cmq un prezzo che si paga.

Sinora non me ne sono occupato, e prima che si
"sindacalizzino" e diventino anch'essi una fonte di reddito
crestuale (= fare la cresta), probabilmente i cosiddetti
"GRUPPI DI ACQUISTO" collettivi potrebbero essere l'unica
soluzione.
Che ne pensi dei gruppi di acquisto (SE ne pensi qualcosa) ?

>
> Dan
>


--
1) Resistere, resistere, resistere.
2) Se tutti pagano le tasse, le tasse le pagano tutti
Soviet_Mario - (aka Gatto_Vizzato)


---
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Leonardo Serni 1 Feb 2017 21:36
On Wed, 1 Feb 2017 18:59:26 +0100, Soviet_Mario <SovietMario@CCCP.MIR> wrote:

>tuttavia anche il TEMPO è un valore. E l'attenzione (che
>viene distolta da altro) è cmq un prezzo che si paga.

>Sinora non me ne sono occupato, e prima che si
>"sindacalizzino" e diventino anch'essi una fonte di reddito
>crestuale (= fare la cresta), probabilmente i cosiddetti
>"GRUPPI DI ACQUISTO" collettivi potrebbero essere l'unica
>soluzione.

Be', io conosco una ditta che sta facendo un gran lavoro facendo questo
lavoro per conto terzi. Ti prendono tutte le fatture e ci stanno dietro
loro alle offerte (gas, luce, acqua, telefoni, ******* ..).

E ogni tanto (eh perché c'è pure quello) si scopre che qualcuno paga da
anni qualcosa che non avrebbe dovuto pagare... tipo il sovrapprezzo per
l'extracorrente dello squillo telefonico[1] o qualche facilitazione cui
si avrebbe avuto diritto ma, come si dice... "botta che non chiese, non
ebbe coda[2]".

E' inevitabile: la legge diventa un ******* nascono gli avvocati; se il
pagare le bollette diventa un ******* nasceranno i bollettisti.

E' questo che fa girare - fra molte altre cose - l'economia[3].

Leonardo

[1] o qualcosa del genere. Avevo (saltuariamente ho ancora) a che farci
con l'ADUC, e una volta sentii che nella bolletta SIP c'erano anche
delle accise per il terremoto in Friuli, la guerra d'Abissinia o la
sconfitta di ******* Se ti lamentavi te la levavano... *SE*, però.

[2] http://www.treccani.it/vocabolario/botta2

[3] le "molte altre cose" - due in particolare - girano assai più dell'
economia, ma questo è altro discorso.
--

A terrible beauty is born.
- W. B. Yeats, Easter 1916
danca (Daniele Campagna) 2 Feb 2017 01:00
Il 02/01/2017 06:59 PM, Soviet_Mario ha scritto:
> On 01/02/2017 18.08, danca (Daniele Campagna) wrote:
>> Il 02/01/2017 01:43 PM, Mario F. ha scritto:
>> Ho provato anche a fare ricerche sui vari siti che
>> confrontano le
>>> tariffe, sono tutte molto vicine, con differenze inferiori
>>> al 10%,
>>> volevo vedere se trovavo qualcuno che mi trattava meglio
>>> del ex datore
>>> di lavoro, ma mi pare che il gioco non valga la fatica di
>>> rotture di
>>> scatole.
>>
>> Invece credo che ne valga la pena.
>> Passare spregiudicatamente da un fornitore all'altro
>> costringendoli a fare offerte al ribasso è anzi l'unica difesa.
>
> questo è vero
>
>> Vale ber banche, assicurazioni, telefoni, energia.
>> E non è neanche una grande rottura di scatole, ormai si fa
>> tutto on-line o per telefono, e di solito il nuovo operatore
>> non addebita costi per le volture se si aderisce a qualche
>> offerta "promozionale".
>
> tuttavia anche il TEMPO è un valore. E l'attenzione (che viene distolta
> da altro) è cmq un prezzo che si paga.
>
> Sinora non me ne sono occupato, e prima che si "sindacalizzino" e
> diventino anch'essi una fonte di reddito crestuale (= fare la cresta),
> probabilmente i cosiddetti "GRUPPI DI ACQUISTO" collettivi potrebbero
> essere l'unica soluzione.
> Che ne pensi dei gruppi di acquisto (SE ne pensi qualcosa) ?
>
>>
>> Dan
>>
>
>
Ottimo spunto.
Per la legge italiana sette persone possono costituire una cooperativa.
Ci sono cooperative di produzione e c. di consumo. Avevo pensato da anni
oziosamente: ma perché i condomini o gli inquilini di uno stabile non si
costituiscono come c. di acquisto, vanno dai grossisti, acquistano pasta
carne (oops per i vegani), verdure, fagioli ecc. a prezzi DA GROSSISTA e
poi ripartiscono?.

Ovviamente non funziona se i consumatori son già colonizzati dai loro
marchi/fottinculo preferiti. Poi scopro che la cosa esiste, ma come
sempre è impossibile mettere d'accordo tutti a livello di ******* però
adesso abbiamo internet *******

Per di più sono arrivati i discount e, bimbi, vi devo dire che io tra
discount e offerte speciali CI VIVO alla grande, son persino riuscito a
educare il mio bipede convivente, lei ogni tanto arriva a casa tutta
gassata per l'offertona DeRica eccetera, e allora 800 scatolette in
dispensa "perché costano pochissimo".

Comunque non era una cattiva idea e i gruppi d'acquisto se messi per di
più in veste giuridica di cooperative di consumo sarebbero una GRAN COSA.

Dan

--
"Everybody should pay taxes with a smile"
I tried, but they want money.
Bruno Van Dyck 2 Feb 2017 09:57
giovedì 02/02/2017 01:00:27 danca (Daniele Campagna) in
<o6tsnu$fmt$1@dont-email.me> scrisse :

> Per la legge italiana sette persone possono costituire una cooperativa.

Ci sono due tipologie: coop classica, con minimo 9 soci e norme simili ad
una SpA; minicoop, con minimo 3 soci persone fisiche e normativa simile a
una SRL. In più entrambe devono rispettare le norme cooperative.

> ma perché i condomini o gli inquilini di uno stabile non si costituiscono
> come c. di acquisto,

Perché conoscono l'aritmetica? Notaio, IVA, contabilità, ...

> Comunque non era una cattiva idea e i gruppi d'acquisto se messi per di più
> in veste giuridica di cooperative di consumo sarebbero una GRAN COSA.

Se mi spieghi dove sta il vantaggio di risparmiare, che so, € 1000 / anno?
(Tenendo conto che si viaggia sui € 3000/anno di costi amministrativi
senza contare le rogne che gli amministratori dovrebbero caricarsi
gratis...)

Puoi farlo solo su scala sufficientemente grande, tale da diluire i costi
fissi e da raggiungere una massa d'acquisto condizionante e appetibile:
http://lucegas.coopalleanza3-0.it/

--
#201815
Bowlingbpsl 2 Feb 2017 12:55
Leonardo Serni wrote:
> On Wed, 1 Feb 2017 18:59:26 +0100, Soviet_Mario
> <SovietMario@CCCP.MIR> wrote:
>

>> Sinora non me ne sono occupato, e prima che si
>> "sindacalizzino" e diventino anch'essi una fonte di reddito
>> crestuale (= fare la cresta), probabilmente i cosiddetti
>> "GRUPPI DI ACQUISTO" collettivi potrebbero essere l'unica
>> soluzione.
>
> Be', io conosco una ditta che sta facendo un gran lavoro facendo
> questo lavoro per conto terzi. Ti prendono tutte le fatture e ci
> stanno dietro
> loro alle offerte (gas, luce, acqua, telefoni, ******* ..).

Solo una? Stanno spuntando come funghi, molti, troppi improvvisati.

> E ogni tanto (eh perché c'è pure quello) si scopre che qualcuno
> paga da anni qualcosa che non avrebbe dovuto pagare... tipo il

Ho giusto una nota del rappresentante della Illumia, che BTW mi ha venduto
degli ottimi tubi LED da 150 cm (ex "54W") indistinguibilid ai tubi
classici, se non che fanno piu' luce (3000 lumen dichiarati), circa costi
occulti in zone poco controlalte, tipo il dispacciamento.
Sbattere anche solo un millesimo di euro in piu' di quanto prescritto da
Legge, porta, per consumi da 100000 kwh annui, piu' IVA ed accise, a 1372
euro in piu'.

E' triste osservare che... lo fanno tanti, forse troppi.

> E' inevitabile: la legge diventa un ******* nascono gli avvocati; se
> il pagare le bollette diventa un ******* nasceranno i bollettisti.

Il "bello" e' che, se hai fatture di discrete dimensioni, pagar loro 500
euro all'anno, finisce per essere un risparmio.

> E' questo che fa girare - fra molte altre cose - l'economia[3].

Si, girano anche a me. Troppe voci confuse in bolletta, impossibile
controllare con assoluta cognizione di causa.

> [1] o qualcosa del genere. Avevo (saltuariamente ho ancora) a che
> farci con l'ADUC, e una volta sentii che nella bolletta SIP
> c'erano anche delle accise per il terremoto in Friuli, la guerra

...le prese telefoniche installate nel 1923, gli apparecchi telefonici
bigrigio, ormai polvere, assieme alle ossa del trisavolo.

Fabrizio
Mario F. 2 Feb 2017 14:26
Il 01/02/2017 18:08, danca (Daniele Campagna) ha scritto:
> Il 02/01/2017 01:43 PM, Mario F. ha scritto:
> Ho provato anche a fare ricerche sui vari siti che confrontano le
>> tariffe, sono tutte molto vicine, con differenze inferiori al 10%,
>> volevo vedere se trovavo qualcuno che mi trattava meglio del ex datore
>> di lavoro, ma mi pare che il gioco non valga la fatica di rotture di
>> scatole.
>
> Invece credo che ne valga la pena.
> Passare spregiudicatamente da un fornitore all'altro costringendoli a
> fare offerte al ribasso è anzi l'unica difesa.
> Vale ber banche, assicurazioni, telefoni, energia.
> E non è neanche una grande rottura di scatole, ormai si fa tutto on-line
> o per telefono, e di solito il nuovo operatore non addebita costi per le
> volture se si aderisce a qualche offerta "promozionale".
>
> Dan

Funziona sui telefoni, perchè non ci sono le grosse spese per
combustibile, come ho detto anni fà feci i conti, la nafta costava circa
300000 lire la tonnellata, presi il mio stipen*****, diciamo un pò sopra
la media, raddoppiato per contributi e tasse, moltiplicato per quanti
eravamo, mi feci dare il numero di ton consumate, il conto era semplice,
errato perchè forse costavamo ancora di meno, e considerai solo il
combustibile, ma nelle spese cè anche altro.
Lo stesso calcolo si potrebbe fare anche ora sapendo i dati.
Io non starò a spellare le pulci, come si dice qui, ma risparmiare se va
bene 100 euro l'anno non mi sembra valga la perdita di tempo, la rottura
di ******* e il rischio di restare annche al buio nel cambio, con il
telefono mi è successo passando a fastweb, che poi ho prontamente
ripudiato appena finito il contratto, ma la corrente è molto più vitale,
sono stato decenni senza telefono.
Leonardo Serni 2 Feb 2017 16:42
On Thu, 2 Feb 2017 12:55:06 +0100, "Bowlingbpsl" <bowling@people.it> wrote:

>> Be', io conosco una ditta che sta facendo un gran lavoro facendo
>> questo lavoro per conto terzi. Ti prendono tutte le fatture e ci
>> stanno dietro loro alle offerte (gas, luce, acqua, telefoni, ******* ..).

>Solo una? Stanno spuntando come funghi, molti, troppi improvvisati.

Questi lavorano bene :-)

>Sbattere anche solo un millesimo di euro in piu' di quanto prescritto da
>Legge, porta, per consumi da 100000 kwh annui, piu' IVA ed accise, a 1372
>euro in piu'.

Eh. Fare altre cose [magari ho sentito male: questi li conosco, ci vado a
prendere il caffè, ci si scambiano storie dde guèra. Ma io non lavoro con
loro, e di persona ninti vidi, e ninti sacciu] dice porti a sborsare quei
50K EUR in dieci anni. Di cui una parte ormai è "prescritta"... nel senso
che $BIG_MOMMY ormai ha avuto ha avuto ha avuto, tu hai dato hai dato hai
dato, scurdammoce 'o passato, si rimborsano solo gli ultimi cinque anni e
solo dietro litigio in aula sorda e grigia (cit.).

Del resto, ora che ci penso: te l'ho raccontata la storia del calcolo del
traffico telefonico in quel sympatico ufficio che tu conoscètti, sì?

Leonardo
--

A terrible beauty is born.
- W. B. Yeats, Easter 1916
Roberto Deboni DMIsr 2 Feb 2017 16:52
On 01/02/17 12:43, Mario F. wrote:
> Il 01/02/2017 03:48, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
>> Non mi ricordo se l'avevamo commentato questo interessante documento:
>>
>>
<http://www.iea.org/publications/freepublications/publication/energy-policies-of-iea-countries---italy-2016-review.html>
>>
>>
>>
>> dal titolo:
>>
>> "Energy Policies of IEA Countries - Italy 2016 Review"
>>
>> Da pagina 11 (10 sul documento) si commenta la liberalizzazione del
>> settore elettrico.
>>
>> "Despite the administrative unbundling of retail supply and distribution
>> grid ownership and operation, the establishment of a fully functional
>> retail market remains incomplete."
>>
>> Nonostante la separazione tra rivendita al dettaglio e proprieta' della
>> rete di distribuzione, l'istituzione di un mercato al dettaglio
>> funzionale rimane incompleto. E questo era riferito agli inizi del 2016.
>>
>> "Notably, a significant portion of wholesale market purchases comes from
>> Acquirente Unico (AU), the single buyer. Italy is at present the only
>> country in Europe to retain the single buyer model. As AU purchases its
>> power from the wholesale market, it is in practice competing with
>> competitive retailers. While its relative ******* of purchases in the
>> wholesale market has been declining, the presence of such a large single
>> buyer in a market place raises concerns about overall competitiveness."
>>
>> Ed alla IEA notano come una porizione significativa del mercato
>> all'ingresso e' gestito dall'Acquirente Unico.
>> L'ITALIA E' ATTUALMENTE L'UNICO PAESE IN EUROPA CHE TIENE IN PIEDI IL
>> SISTEMA DELL'ACQUIRENTE UNICO. L'acquirente unico e' in competizione sul
>> mercato all'ingrosso con gli altri partecipanti, ed essendo talmente
>> grosso, si alzano preoccupazioni di una reale competitivita' del sistema
>> elettrico nazionale. Alla faccia della liberalizzazione.
>>
>> "Evidence suggests that Italy’s electricity retail tariffs are among the
>> highest in Europe. Furthermore, electricity tariffs cover a very broad
>> range of charges, and are presented in a complex form. High prices
>> impact on their relative competitiveness of Italian industry."
>>
>> Le prove mostrano che le tariffe al dettaglio italiane sono tra le piu'
>> alte d'Europa. Inoltre, la tariffa elettrica copre un ampia escursione
>> di ricarichi, e la tariffa e' presentata in una forma complessa. I
>> prezzi alti impattano [ndr: negativamente] sulla competitivita' relativa
>> della industria italiana.
>>
>> Insomma, l'IEA ci scrive che:
>> a) la liberalizzazione, dopo tutti questi anni, non e' stata completata
>> b) l'Italia e' l'unico paese EU con il metodo dell'acquirente unico
>> c) il metodo dell'acquirente unico non assicura una competitivita'
>> globale del sistema
>> d) le tariffe al dettaglio in Italia sono salate, tre le piu' care
>> d'Europa
>> e) il sistema tariffario italiano presenta una varieta' di ricarichi ed
>> e' complicata da capire
>> f) l'industria italiana ne soffre
>>
>> Qualcuno non e' d'accordo ?
>
> IO potrei essere il qualcuno,

Non d'accordo su tutto ?

> ma ero parte interessata, il didietro
> ancora mi frizza dopo il trattamento, da parte degli ex comunisti, i
> democristiani nazionalizzarono,

La nazionalizzazione elettrica e' stata una catastrofe.

Per cominciare e' stata la causa determinante del disastro del Vajont.
E quindi 2000 morti.

E' stata la ragione per cui in Italia nessuno ha difeso la tecnologia
nucleare, perche' semplicemente non c'era nessun interesse economico a
finanziare le costose campagne mediatiche (e come ho giusto raccontato
in un recente intervento, se nessuno parla a favore di una industria o
tecnologia, gradualmente si forma un fronte di
opposizione/Nimby/sostenitori delle scie chimiche, etc. che ne chiedera
l'uscita dall'Italia).

Notare che il giorno della nazionalizzazione, l'Italia era
all'avanguardia nel mondo industriale nucleare. Quindi la
nazionalizzazione ha ucciso sul nascere quella che poteva essere una
industria che ha dato e da molti posti di lavoro nelle nazioni
occidentali che sono rimaste nel settore nucleare, anche la Germania
(con la Siemens che, fino alla demente uscita dal nucleare del 2011,
impegnava impianti per oltre decine di migliaia di tecnici altamente
specializzati). Ed ora promette una prorompente crescita appena il
potere arabo-russo viene ridimensionato dalla coppia (in concorrenza)
Cina - Stati Uniti.

Uno dei drammatici effetti della mancata crescita del nucleare in Italia
(e ripeto ancora: eravamo nel rado gruppetto di testa internazionale) e'
che abbiamo subìto nel seguito un maggiore incremento delle importazioni
di energia e subìto quindi piu' duramente i ripetuti "choc petroliferi"
o "del gas" (quando Ucraina litigava con Putin sui pagamenti).

[già ... "subìto" e "sùbito" ... mi tocca pure mettere l'accento, anche
se la crusca dice che l'accento va messo solo sull'ultima vocale ... ma
cosa volete, sono un ignorante della ******* e quindi devo stare zitto,
perchè l'argomento dei significati che cambiano a seconda del contesto è
riservato solo agli "esperti" - tra l'altro chi ha deciso che sarebbero
degli esperti ?]

> portando la corrente dove non c'era,

Questo e' tipico di questo disgraziato paese, la logica del familista
senza morale collettiva. Se ha un problema coglie l'occasione per
distruggere chi il problema non c'e' l'ha perche' ... prima o poi,
secondo lui, lo potrebbe danneggiare.

MA DOVE STA SCRITTO CHE PER PORTARE LA CORRENTE DOVE NON C'ERA ERA
NECESSARIO NAZIONALIZZARE IL SETTORE DELLA GENERAZIONE ELETTRICA ?!!!
MA SIAMO TUTTI SCEMI ???!!!

Al massimo, se si voleva ragionare da fascisti (ed oggi tutti usano
questa parola, quindi i miei denigratori sono evidentemente al soldo o
zelanti seguaci di chi voleva tenere nascosta tale triste verita'),
bastava nazionalizzare la rete elettrica !!! I*****TI!!!

Ma ancora meglio sarebbe stato semplicemente che lo stato, a livello
regionale, dove c'era buchi ed insufficienze nella distribuzione
elettrica, avesse istituito un "ente di ricostruzione del servizio
elettrico regionale". Punto.

...snip...

> Non credo sia esatto dire che solo qui cè l'acquirente unico,

Vedo che non ha compreso il problema: e' stato avviato un libero
mercato, ma e' stato assegnato (SENZA ALCUNA GARA D'APPALTO: cose che
passano inosservate solo dove vige la piu' spregevole cultura di tipo
fascistoide) la parte schiacciante del mercato ad un unico fornitore
mascherato con la soluzione dell'acquirente unico (che acquista solo per
ENEL Servizio Elettrico - secondo me alla IEA non hanno capito a pieno
l'orrore italiano messo in piedi dall'AEEG, poi AEEGSI).
Insomma, e' come la liberalizzazione "finta" del settore telefonico.
Fortuna che poi l'evoluzione tecnica (ma per i primi dieci anni, chi non
viveva nella grosse citta ha dovuto sopportare croniche vessazioni
dell'ex-monopolista, che si e' comportato come mai il peggiore
imprenditore avrebbe fatto - non per nulla oggi una grossa fetta della
clientela odia il nome Telecomitalia anche oggi che non ha piu' nulla a
che fare con l'ex-ente monopolista e va sotto il nome di TIM) ha fregato
la burocrazia pubblica e gli statalisti. Ancora oggi dobbiamo
ringraziare Tiscali che ha rotto l'argine alzato con il monopolio RTG,
semplicemente saltando a pie' pari la rete *****ogica, seguito poi dalle
aziende della telefonia mobile, per un attacco sul lato voce.

> cè anche
> chi non svenduto nulla in casa propria,

Svenduto cosa ?
Se si riferisce ad ENEL, non ha svenduto nulla.
L'ammontare di quello che lei chiama "svendite" ha permesso ad ENEL di
acquistare la piu' grossa azienda elettrica spagnola. Ma quali sono le
sue fonti ? Se ENEL avesse svenduto avrebbe incassato briciole e quindi
mai avrebbe avuto i soldi per acquistare la maggiore azienda elettrica
della ex-cecoslovacchia. Suvvia, siamo seri.

> in compenso ha comprato qui,
> intendo EDF con le sue centrali nucleari, il mercato di casa propria è
> tutto suo o no.

Quale mercato ? Il settore elettrico e' composto di tre mercati:

- produzione
- distribuzione
- vendita ai consumatori (grossisti, grossi consumatori e dettaglio)

La critica della IEA e' rivolto con riguardo al mercato del dettaglio.
E lei mi tira fuori l'EDF ? Ma le sue fonti di informazione quali sono ?
La propaganda nazionale mascherata da giornalismo ?

In Francia EDF e' monopolista di fatto del settore nucleare. PUNTO.
Null'altro. Negli altri settori del primo mercato, deve competere
duramente con GDF-Suez ed EON France.
Ecco i numeri del fatturato dei giganti:
EDF €72 miliardi
GDF-Suez €70 miliardi (ora Engie .. sorpresa, chi l'avea riconosciuto ?)
EON France (la cui casa madre fa €117 miliardi).

Ma non solo, i rivenditori (grossisti e dettaglio) possono anche
acquistare liberamente dal mercato europeo (EPEX-Parigi e EEX-Leipzig).

Nel secondo settore, EDF e' vero che ha il monopolio, perche' ha RTE
(Réseau de Transport d'Électricité), ma questo significa solo la rete di
alta tensione (le dorsali della rete elettrica).

Il terzo settore, quello della rivendita' e' al 100% liberalizzato.
EDF non ha alcun vantaggio. Richiamo ancora: in Italia, dal 2008, e'
stata fatta la carognata di assegnare, SENZA ALCUNA GARA D'APPALTO,
oltre 30 milioni di cliente ad ENEL. Punto e basta. Di punto in bianco!
E lei questo o non lo sa o lo trova "normale" ? Nel resto del mondo (e
la IEA e' semplicemente portatore della "logica comune") non e' cosi'.
Punto. L'ho scritto dal 2007 (quando si preannunciava il metodo) ad
oggi. Eppure, nessuno ha mai fatto una piega (neanche a difesa, perche'
la discussione avrebbe portato in evidenza la *****ata - e quindi hanno
applicato il metodo della censura tramite ostracismo - perche' molti qui
sono di parte, o perche' hanno un padrone, o perche' zelanti aderenti
all'attuale sistema di monopolio mascherato).

Questo e' l'obbrobio dell'Acquirente Unico (una foglia di fico dietro a
cui e' nascosto ENEL, l'ex-monopolista, con il suo grande potere di
influenza sui vecchi cliente - che infatti spesso dichiarano di
rigettare il libero mercato proprio perche' vogliono restare fedeli,
anzi, zelanti sudditi dell'impero ENEL).

In Francia, se vuole stipulare un contratto elettrico con EDF ci deve
andare appositamente. Non esiste alcun automatismo (in Italia, e' il
contrario, se non fa nulla di deliberato, si trova automaticamente
clienet di ENEL).

> Il resto è vero, sulle bollette non ci capisco nemmeno io che ci
> lavoravo,

Infatti, la produzione non c'entra nulla con la rivendita. Sono settori
totalmente diversi. Come la generazione e' diversa dalla distribuzione.
Lei si ricorda una azienda monolitica e confonde uno con l'altra, ma chi
lavora in una centrale elettrica (quale che sia la fonte) ha da
conoscere come farla funzionare e come tenere stabili/sincronizzati i
generatori, ma puo' essere totalmente ignorante del funzionamento di una
rete elettrica. A cio e' propesto il gestore di rete, che non c'e'
scritto da alcuna parte (ne scientifica ne tecnologica) che debba essere
la stessa azienda che produce l'energia. Del resto in ENEL, i
dipartimenti erano diversi, oppure si ricorda diversamente ?

> anche se non nel commerciale, figurati le vecchiette.
> Ho provato anche a fare ricerche sui vari siti che confrontano le
> tariffe, sono tutte molto vicine, con differenze inferiori al 10%,

Per forza, hanno spostato un tale carico fiscale (mascherato sotto il
nome di "oneri di sistema", ma il vero nome dovrebbe essere "imposta
verde") che oggi il costo del servizio di rivendita e' meno della meta'
del costo totale (ed ancora meno il costo puro dell'energia).

...snip...

> Ho anche un sospetto, alcuni disservizi in zone calamitate dalla neve
> potrebbero essere causati da una cosa, non essendoci più un unico
> responsabile del servizio,

Attualmente, in ogni localita' (escluso forse le citta', le grosse zone
industriali ed il caso particolare, ma e' autogestito, dei SEU/SEESEU)
c'e' un solo distributore (in genere l'ex-municipalizzata).
Il linguaggio che lei ha usato e' un "dire e non dire" che sembra
propaganda. Perche' lo fa ?

> chi si assume il costo delle emergenze, il
> personale di prima non cè più, dovrebbe essere lo stato tramite non sò
> chi,

"dovrebbe" ?
Ha qualche fonte o notizia da cui si capire cosa lei sta ipotizzando o
insinuando ?

I distributori hanno a fronte penali pesanti se non operano con
diligenza. Anzi, oggi, a parte chi lavora, restare senza corrente per
disguidi del sevizio elettrico puo' diventare un affare (salvo avere un
buon stipen*****, un reddito fisso - allora sono briciole che non
interessano).

> chi lo sapeva fare è sparito,

Cioe' insinua che oggi chi lavora nel settore distribuzione e' un
incompetente ? Caspita, dobbiamo avere una fila di ******* ed angeli
costudi al lavoro, perche' la consegna di elettricita' non e' mai stata
cosi' stabile. Anzi, dopo i disguido del blackout diffusi del periodo di
primato dei consumi, finalmente ho la tensione prevista dalla normativa
UE (quando ENEL per decenni se ne e' sbattuta di regolare la cabina
locale di bassa tensione).

> forse si trova in rete l'enorme
> diminuzione, saremmo stati forse troppi, ma ora credo il contrario.

Evidentemente funziona grazie a ******* ed angeli custodi.

> Chi ha ******* del fatto forse si è dovuto ricredere, anche il black out
> è in buona parte dovuta all'esasperata ricerca del guadagno, a scapito
> della sicurezza del servizio, ma nel sistema privato è normale sia così.

L'insistenza di questa tesi fa sospettare che il blackout sia stato
deliberatamente "agevolato", proprio per tentare di impedire l'avvio del
libero mercato.

Vede, il piu' importante blackout storicamente mai avvenuto in Italia (e
durato per un tempo improponibile) e' accaduto il 28 settembre 2003.

>>> DUEMILATRE <<<

E chi c'era alla "tolda" della nave ? GRTN.

Come vede, non c'era libero mercato, ne controllo privatistico.
Il blackout potrebbe benissimo essere stato ordinato a Roma in modo
ufficioso da qualche sconosciuto sottosegretraio del Ministero
dell'Economia e delle Finanze e poi eseguito da funzionari zelanti agli
ordini. Ma naturalmente e' solo fantapolitica.
Ma nessuna societa' privata (tipo Terna) e' stata coinvolta nella trista
vicenda di imbecille incompetenza.

Si ricordava diversamente ?
Mario F. 3 Feb 2017 14:33
Il 02/02/2017 16:52, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
> On 01/02/17 12:43, Mario F. wrote:
>> Il 01/02/2017 03:48, Roberto Deboni DMIsr ha scritto:
>>> Non mi ricordo se l'avevamo commentato questo interessante documento:
>>>
>>>
<http://www.iea.org/publications/freepublications/publication/energy-policies-of-iea-countries---italy-2016-review.html>
>>>
>>>
>>>
>>>
>>> dal titolo:
>>>
>>> "Energy Policies of IEA Countries - Italy 2016 Review"
>>>
>>> Da pagina 11 (10 sul documento) si commenta la liberalizzazione del
>>> settore elettrico.
>>>
>>> "Despite the administrative unbundling of retail supply and distribution
>>> grid ownership and operation, the establishment of a fully functional
>>> retail market remains incomplete."
>>>
>>> Nonostante la separazione tra rivendita al dettaglio e proprieta' della
>>> rete di distribuzione, l'istituzione di un mercato al dettaglio
>>> funzionale rimane incompleto. E questo era riferito agli inizi del 2016.
>>>
>>> "Notably, a significant portion of wholesale market purchases comes from
>>> Acquirente Unico (AU), the single buyer. Italy is at present the only
>>> country in Europe to retain the single buyer model. As AU purchases its
>>> power from the wholesale market, it is in practice competing with
>>> competitive retailers. While its relative ******* of purchases in the
>>> wholesale market has been declining, the presence of such a large single
>>> buyer in a market place raises concerns about overall competitiveness."
>>>
>>> Ed alla IEA notano come una porizione significativa del mercato
>>> all'ingresso e' gestito dall'Acquirente Unico.
>>> L'ITALIA E' ATTUALMENTE L'UNICO PAESE IN EUROPA CHE TIENE IN PIEDI IL
>>> SISTEMA DELL'ACQUIRENTE UNICO. L'acquirente unico e' in competizione sul
>>> mercato all'ingrosso con gli altri partecipanti, ed essendo talmente
>>> grosso, si alzano preoccupazioni di una reale competitivita' del sistema
>>> elettrico nazionale. Alla faccia della liberalizzazione.
>>>
>>> "Evidence suggests that Italy’s electricity retail tariffs are among the
>>> highest in Europe. Furthermore, electricity tariffs cover a very broad
>>> range of charges, and are presented in a complex form. High prices
>>> impact on their relative competitiveness of Italian industry."
>>>
>>> Le prove mostrano che le tariffe al dettaglio italiane sono tra le piu'
>>> alte d'Europa. Inoltre, la tariffa elettrica copre un ampia escursione
>>> di ricarichi, e la tariffa e' presentata in una forma complessa. I
>>> prezzi alti impattano [ndr: negativamente] sulla competitivita' relativa
>>> della industria italiana.
>>>
>>> Insomma, l'IEA ci scrive che:
>>> a) la liberalizzazione, dopo tutti questi anni, non e' stata completata
>>> b) l'Italia e' l'unico paese EU con il metodo dell'acquirente unico
>>> c) il metodo dell'acquirente unico non assicura una competitivita'
>>> globale del sistema
>>> d) le tariffe al dettaglio in Italia sono salate, tre le piu' care
>>> d'Europa
>>> e) il sistema tariffario italiano presenta una varieta' di ricarichi ed
>>> e' complicata da capire
>>> f) l'industria italiana ne soffre
>>>
>>> Qualcuno non e' d'accordo ?
>>
>> IO potrei essere il qualcuno,
>
> Non d'accordo su tutto ?
>
>> ma ero parte interessata, il didietro
>> ancora mi frizza dopo il trattamento, da parte degli ex comunisti, i
>> democristiani nazionalizzarono,
>
> La nazionalizzazione elettrica e' stata una catastrofe.
>
> Per cominciare e' stata la causa determinante del disastro del Vajont.
> E quindi 2000 morti.

La diga era stata fatta assai prima della nazionalizzazione, nel posto
sbagliato, non vedo perchè dare la colpa a chi è venuto dopo.
Il monte Toc lo sapevano che era pericoloso, però la diga era fatta
bene, cè ancora.
> E' stata la ragione per cui in Italia nessuno ha difeso la tecnologia
> nucleare, perche' semplicemente non c'era nessun interesse economico a
> finanziare le costose campagne mediatiche (e come ho giusto raccontato
> in un recente intervento, se nessuno parla a favore di una industria o
> tecnologia, gradualmente si forma un fronte di
> opposizione/Nimby/sostenitori delle scie chimiche, etc. che ne chiedera
> l'uscita dall'Italia).
>
> Notare che il giorno della nazionalizzazione, l'Italia era
> all'avanguardia nel mondo industriale nucleare. Quindi la
> nazionalizzazione ha ucciso sul nascere quella che poteva essere una
> industria che ha dato e da molti posti di lavoro nelle nazioni
> occidentali che sono rimaste nel settore nucleare, anche la Germania
> (con la Siemens che, fino alla demente uscita dal nucleare del 2011,
> impegnava impianti per oltre decine di migliaia di tecnici altamente
> specializzati). Ed ora promette una prorompente crescita appena il
> potere arabo-russo viene ridimensionato dalla coppia (in concorrenza)
> Cina - Stati Uniti.

Ippolito fu condannato per fatti di poco conto, lui era per la
nazionalizzazione, chi aveva perso la gallina dalle uova d'oro, dicono
sia dietro a quella cosa lì, ovvero il contrario, e il CNEN quasi sparì.

> Uno dei drammatici effetti della mancata crescita del nucleare in Italia
> (e ripeto ancora: eravamo nel rado gruppetto di testa internazionale) e'
> che abbiamo subìto nel seguito un maggiore incremento delle importazioni
> di energia e subìto quindi piu' duramente i ripetuti "choc petroliferi"
> o "del gas" (quando Ucraina litigava con Putin sui pagamenti).
>
> [già ... "subìto" e "sùbito" ... mi tocca pure mettere l'accento, anche
> se la crusca dice che l'accento va messo solo sull'ultima vocale ... ma
> cosa volete, sono un ignorante della ******* e quindi devo stare zitto,
> perchè l'argomento dei significati che cambiano a seconda del contesto è
> riservato solo agli "esperti" - tra l'altro chi ha deciso che sarebbero
> degli esperti ?]
>
>> portando la corrente dove non c'era,
>
> Questo e' tipico di questo disgraziato paese, la logica del familista
> senza morale collettiva. Se ha un problema coglie l'occasione per
> distruggere chi il problema non c'e' l'ha perche' ... prima o poi,
> secondo lui, lo potrebbe danneggiare.
>
> MA DOVE STA SCRITTO CHE PER PORTARE LA CORRENTE DOVE NON C'ERA ERA
> NECESSARIO NAZIONALIZZARE IL SETTORE DELLA GENERAZIONE ELETTRICA ?!!!
> MA SIAMO TUTTI SCEMI ???!!!

Perchè il privato non ti faceva la linea a costo zero o quasi, o paghi o
ci volevano i contributi statali lo stesso.

> Al massimo, se si voleva ragionare da fascisti (ed oggi tutti usano
> questa parola, quindi i miei denigratori sono evidentemente al soldo o
> zelanti seguaci di chi voleva tenere nascosta tale triste verita'),
> bastava nazionalizzare la rete elettrica !!! I*****TI!!!
>
> Ma ancora meglio sarebbe stato semplicemente che lo stato, a livello
> regionale, dove c'era buchi ed insufficienze nella distribuzione
> elettrica, avesse istituito un "ente di ricostruzione del servizio
> elettrico regionale". Punto.
>
> ...snip...
>
>> Non credo sia esatto dire che solo qui cè l'acquirente unico,
>
> Vedo che non ha compreso il problema: e' stato avviato un libero
> mercato, ma e' stato assegnato (SENZA ALCUNA GARA D'APPALTO: cose che
> passano inosservate solo dove vige la piu' spregevole cultura di tipo
> fascistoide) la parte schiacciante del mercato ad un unico fornitore
> mascherato con la soluzione dell'acquirente unico (che acquista solo per
> ENEL Servizio Elettrico - secondo me alla IEA non hanno capito a pieno
> l'orrore italiano messo in piedi dall'AEEG, poi AEEGSI).
> Insomma, e' come la liberalizzazione "finta" del settore telefonico.
> Fortuna che poi l'evoluzione tecnica (ma per i primi dieci anni, chi non
> viveva nella grosse citta ha dovuto sopportare croniche vessazioni
> dell'ex-monopolista, che si e' comportato come mai il peggiore
> imprenditore avrebbe fatto - non per nulla oggi una grossa fetta della
> clientela odia il nome Telecomitalia anche oggi che non ha piu' nulla a
> che fare con l'ex-ente monopolista e va sotto il nome di TIM) ha fregato
> la burocrazia pubblica e gli statalisti. Ancora oggi dobbiamo
> ringraziare Tiscali che ha rotto l'argine alzato con il monopolio RTG,
> semplicemente saltando a pie' pari la rete *****ogica, seguito poi dalle
> aziende della telefonia mobile, per un attacco sul lato voce.
Io invece sono stato trattato molto male da un noto gestore privato di
telefonia, non mi dissero che bisognava per forza installare il loro
modem per telefonare, in pratica andavi subito con il voip, e quando
manca la corrente non telefoni più.
Un ******* del servizio clienti mi disse alle mie constestazioni, si
compri un gruppo elettrogeno, ma perchè era chissà dove in call center,
se era dal vivo lo mordevo, appena è scaduto il contratto sono tornato
al vecchio gestore, che non è la tim, spendendo meno e potendo
utilizzare ancora i miei vecchi telefoni d'epoca a disco.
Ora purtroppo chi mette le fibra ottica è costretto ad un sistema del
genere, resisterò finchè posso, poi vedremo che fare.

>> cè anche
>> chi non svenduto nulla in casa propria,
>
> Svenduto cosa ?
> Se si riferisce ad ENEL, non ha svenduto nulla.
> L'ammontare di quello che lei chiama "svendite" ha permesso ad ENEL di
> acquistare la piu' grossa azienda elettrica spagnola. Ma quali sono le
> sue fonti ? Se ENEL avesse svenduto avrebbe incassato briciole e quindi
> mai avrebbe avuto i soldi per acquistare la maggiore azienda elettrica
> della ex-cecoslovacchia. Suvvia, siamo seri.

Alcune buone centrali furono vendute ad un noto imprenditore, tessera n
1 del partito allora al governo, qualche ******* continua a chiamarli
comunisti, fanno il contrario.
Per quello hanno comprato in tanti posti, anche in America, latina e del
nord, in Europa est e ******* ci sono ex colleghi che li hanno mandati
in giro non tanto con le buone, e pure con scarso stipen*****.
Anche varie centrali nucleari hanno preso.


>> in compenso ha comprato qui,
>> intendo EDF con le sue centrali nucleari, il mercato di casa propria è
>> tutto suo o no.
>
> Quale mercato ? Il settore elettrico e' composto di tre mercati:
>
> - produzione
> - distribuzione
> - vendita ai consumatori (grossisti, grossi consumatori e dettaglio)
>
> La critica della IEA e' rivolto con riguardo al mercato del dettaglio.
> E lei mi tira fuori l'EDF ? Ma le sue fonti di informazione quali sono ?
> La propaganda nazionale mascherata da giornalismo ?
>
> In Francia EDF e' monopolista di fatto del settore nucleare. PUNTO.
> Null'altro. Negli altri settori del primo mercato, deve competere
> duramente con GDF-Suez ed EON France.
> Ecco i numeri del fatturato dei giganti:
> EDF €72 miliardi
> GDF-Suez €70 miliardi (ora Engie .. sorpresa, chi l'avea riconosciuto ?)
> EON France (la cui casa madre fa €117 miliardi).
>
> Ma non solo, i rivenditori (grossisti e dettaglio) possono anche
> acquistare liberamente dal mercato europeo (EPEX-Parigi e EEX-Leipzig).
>
> Nel secondo settore, EDF e' vero che ha il monopolio, perche' ha RTE
> (Réseau de Transport d'Électricité), ma questo significa solo la rete di
> alta tensione (le dorsali della rete elettrica).
>
> Il terzo settore, quello della rivendita' e' al 100% liberalizzato.
> EDF non ha alcun vantaggio. Richiamo ancora: in Italia, dal 2008, e'
> stata fatta la carognata di assegnare, SENZA ALCUNA GARA D'APPALTO,
> oltre 30 milioni di cliente ad ENEL. Punto e basta. Di punto in bianco!
> E lei questo o non lo sa o lo trova "normale" ? Nel resto del mondo (e
> la IEA e' semplicemente portatore della "logica comune") non e' cosi'.
> Punto. L'ho scritto dal 2007 (quando si preannunciava il metodo) ad
> oggi. Eppure, nessuno ha mai fatto una piega (neanche a difesa, perche'
> la discussione avrebbe portato in evidenza la *****ata - e quindi hanno
> applicato il metodo della censura tramite ostracismo - perche' molti qui
> sono di parte, o perche' hanno un padrone, o perche' zelanti aderenti
> all'attuale sistema di monopolio mascherato).
>
> Questo e' l'obbrobio dell'Acquirente Unico (una foglia di fico dietro a
> cui e' nascosto ENEL, l'ex-monopolista, con il suo grande potere di
> influenza sui vecchi cliente - che infatti spesso dichiarano di
> rigettare il libero mercato proprio perche' vogliono restare fedeli,
> anzi, zelanti sudditi dell'impero ENEL).


Ho controllato sui siti che lo fanno il costo di una quantità di energia
che mi serve, non vedo grosse differenze trà i fornitori, non si arriva
a cento euro l'anno, me ne posso fregare per ora.
Ho scritto che io ero parte interessata, e perciò poco attendibile, ma
che la privatizzazione ha rovinato gli anni che mi restano da vivere è
un fatto che posso giudicare SOLO io, giustamente non gli frega niente,
ma a me si, io lasciavo stare tutto com'era, con un responsabile unico,
ora è diventato un ******* indescrivibile.
> In Francia, se vuole stipulare un contratto elettrico con EDF ci deve
> andare appositamente. Non esiste alcun automatismo (in Italia, e' il
> contrario, se non fa nulla di deliberato, si trova automaticamente
> clienet di ENEL).
>
>> Il resto è vero, sulle bollette non ci capisco nemmeno io che ci
>> lavoravo,
>
> Infatti, la produzione non c'entra nulla con la rivendita. Sono settori
> totalmente diversi. Come la generazione e' diversa dalla distribuzione.
> Lei si ricorda una azienda monolitica e confonde uno con l'altra, ma chi
> lavora in una centrale elettrica (quale che sia la fonte) ha da
> conoscere come farla funzionare e come tenere stabili/sincronizzati i
> generatori, ma puo' essere totalmente ignorante del funzionamento di una
> rete elettrica. A cio e' propesto il gestore di rete, che non c'e'
> scritto da alcuna parte (ne scientifica ne tecnologica) che debba essere
> la stessa azienda che produce l'energia. Del resto in ENEL, i
> dipartimenti erano diversi, oppure si ricorda diversamente ?

Come funzionano le reti elettriche invece lo sò, dovevamo anche fare le
sicurezze per lavori, certo che funziona anche così, però ora a volte cè
una certa incomunicabilità trà i vari settori, avendo poi lavorato per i
privati ho toccato con mano.

>> anche se non nel commerciale, figurati le vecchiette.
>> Ho provato anche a fare ricerche sui vari siti che confrontano le
>> tariffe, sono tutte molto vicine, con differenze inferiori al 10%,
>
> Per forza, hanno spostato un tale carico fiscale (mascherato sotto il
> nome di "oneri di sistema", ma il vero nome dovrebbe essere "imposta
> verde") che oggi il costo del servizio di rivendita e' meno della meta'
> del costo totale (ed ancora meno il costo puro dell'energia).
>
Il costo di produzione, come ho scritto, è difficilmente comprimibile,
io conosco il termoelettrico, ed è dovuto quasi totalmente al
combustibile, di qualsiasi tipo sia.
Solo dove bruci la spazzatura il guadagno è doppio, ti pagano per
prendere il combustibile e bruciarlo, sono stao un anno in uno dei più
grossi inceneritori del nord, e so come funziona il giochino, la sera
facevano i conti delle decine di migliaia di euro,al giorno.
>> Ho anche un sospetto, alcuni disservizi in zone calamitate dalla neve
>> potrebbero essere causati da una cosa, non essendoci più un unico
>> responsabile del servizio,
>
> Attualmente, in ogni localita' (escluso forse le citta', le grosse zone
> industriali ed il caso particolare, ma e' autogestito, dei SEU/SEESEU)
> c'e' un solo distributore (in genere l'ex-municipalizzata).
> Il linguaggio che lei ha usato e' un "dire e non dire" che sembra
> propaganda. Perche' lo fa ?
>
>> chi si assume il costo delle emergenze, il
>> personale di prima non cè più, dovrebbe essere lo stato tramite non sò
>> chi,
>
> "dovrebbe" ?
> Ha qualche fonte o notizia da cui si capire cosa lei sta ipotizzando o
> insinuando ?
>
> I distributori hanno a fronte penali pesanti se non operano con
> diligenza. Anzi, oggi, a parte chi lavora, restare senza corrente per
> disguidi del sevizio elettrico puo' diventare un affare (salvo avere un
> buon stipen*****, un reddito fisso - allora sono briciole che non
> interessano).
>
>> chi lo sapeva fare è sparito,
>
> Cioe' insinua che oggi chi lavora nel settore distribuzione e' un
> incompetente ? Caspita, dobbiamo avere una fila di ******* ed angeli
> costudi al lavoro, perche' la consegna di elettricita' non e' mai stata
> cosi' stabile. Anzi, dopo i disguido del blackout diffusi del periodo di
> primato dei consumi, finalmente ho la tensione prevista dalla normativa
> UE (quando ENEL per decenni se ne e' sbattuta di regolare la cabina
> locale di bassa tensione).
Non lo so se sono incompetenti, ma far fronte a terremoti e neve mai
vista credo sia un bel ******* di certo prima eravamo di più, forse
troppi, ma quando il caos è generale servono anche quelli.
IO ho lavorato sempre nella produzione, anche i pochi anni dai privati,
li posso dire che una certa differenza c'era, da noi pretendevano molto
di più, molti ad esempio della parte elettrica sapevano ben poco.
Ora sarà meglio, ma si ricordi che nessuno nasce imparato, prima quel
tipo di lavoro lo facevamo noi e basta, non è questione di credersi più
vispi, perchè non è vero, ma se lei mi mette su una caldaia vera gente
che scappa quando sente il fischio che fa il vapore, è un problema, ho
visto gente che andava malvolentieri anche a controllare i trasformatori.

>> forse si trova in rete l'enorme
>> diminuzione, saremmo stati forse troppi, ma ora credo il contrario.
>
> Evidentemente funziona grazie a ******* ed angeli custodi.
>
>> Chi ha ******* del fatto forse si è dovuto ricredere, anche il black out
>> è in buona parte dovuta all'esasperata ricerca del guadagno, a scapito
>> della sicurezza del servizio, ma nel sistema privato è normale sia così.
>
> L'insistenza di questa tesi fa sospettare che il blackout sia stato
> deliberatamente "agevolato", proprio per tentare di impedire l'avvio del
> libero mercato.

è la tesi che viene fuori dalle ricostruzioni ufficiali, dopo fecero un
corso apposito a tutti quelli che facevano la conduzione dei gruppi.
Se importi di notte una notevole quantità di energia è pericoloso,
tenendo anche i gruppi in marcia al massimo carico, ovvero senza margini
per sopperire rapidamente al fatto, se poi hanno detto le bugie anche a
noi non lo so, dal materiale fornito è andata così
> Vede, il piu' importante blackout storicamente mai avvenuto in Italia (e
> durato per un tempo improponibile) e' accaduto il 28 settembre 2003.
>
>>>> DUEMILATRE <<<
>
> E chi c'era alla "tolda" della nave ? GRTN.

Il GRTN era già privatistico da tempo nelle funzioni, dal 96 sono
passati nove anni, poi il controllo della rete è stato affidato a terna,
ossia a quelli che lo facevano prima con il nome cambiato.
Qualcuno pensa che in caso di necessità si possano avviare centrali in
tempo reale, solo le idroelettriche lo possono fare, e anche i turbogas
puri richiedono un certo tempo, minimo 15 minuti per quelli piccoli, che
ci sono ormai solo sulle isole
> Come vede, non c'era libero mercato, ne controllo privatistico.
> Il blackout potrebbe benissimo essere stato ordinato a Roma in modo
> ufficioso da qualche sconosciuto sottosegretraio del Ministero
> dell'Economia e delle Finanze e poi eseguito da funzionari zelanti agli
> ordini. Ma naturalmente e' solo fantapolitica.
> Ma nessuna societa' privata (tipo Terna) e' stata coinvolta nella trista
> vicenda di imbecille incompetenza.

Lei la chiama incompetenza, io invece la chiamo sete del soldo,
predevamo circa il 30% di energia dall'estero, se ti viene a mancare lo
prendi in quel posto, prima non si sarebbe rimasti in quella situazione,
si mettevano molti gruppi al minimo, che se c'erano forse era andata
diversamente, però il consumo specifico peggiora di parecchio, ma se te
ne freghi ormai della stabilità della rete fai così, massimizzi il guadagno.
Ora forse fanno diversamente, ma non ci sono più dal 2007 e non lo sò.
Subito dopo ci fecero fare anche delle prove di sovraccarico, e i gruppi
da 320 MW sono stati spremuti ad 365, ma solo in caso di estrema
emergenza, non gli fa certo bene, io feci delle rimostranze al capo, mi
disse, e che vuoi buttare via le turbine sempre nuove, e stà andando
così, verranno vendute al ferraccio, pur essendo roba ancora
perfettamente funzionante.
Ora invece fanno impianti che durano dieci anni, e la differenza si vede
bene quando ci passi giornate e mesi, vengono fuori le *****herie che hai
comprato, questo mi è stato detto anche dagli ingegneri dei costruttori,
facevo il commissioning ed erano sempre intorno, il cliente vuole così,
dicevano a bassa voce.
Sarà per questo che del nucleare non mi fido più, e non tiri fuori che
li lavorano come un tempo o meglio, non credo più alla befana.
Leonardo Serni 6 Feb 2017 08:44
On Sun, 5 Feb 2017 13:20:55 +0100, "Bowlingbpsl" <bowling@people.it> wrote:

>> a sborsare quei 50K EUR in dieci anni. Di cui una parte ormai è
>> "prescritta"... nel senso che $BIG_MOMMY ormai ha avuto ha avuto ha
>> avuto, tu hai dato hai dato hai dato, scurdammoce 'o passato, si

>Vale anche il: avresti dovuto controllare prima.
>Come, non e' facile...

Un esempio affine, fresco fresco:

http://www.repubblica.it/cronaca/2017/02/06/news/beffa_abbonamenti_per_i_pendolari_colpa_dell_algoritmo_se_il_treno_e_piu_caro_-157666609/

"E' colpa dell'algoritmo"... credevo solo negli USA avessero la battuta "Avevo
fatto i compiti, ma il cane me li ha mangiati!".

Ma no, la cosa veramente divertente è questa:

con l'obiettivo di individuare una nuova formulazione del calcolo,
che venga incontro alle istanze portate avanti da Assoutenti ma nel
contempo preservi l'equilibrio economico dei Contratti di servizio.

Traduco: a causa di un errore mai corretto (perché gli errori individuati sono
quelli dove lo prendi in tasca tu; quando lo metti agli altri, è un errore, ma
non è [altrettanto] urgente) Trenitalia ha incassato un branco di vaìni. Okay.

Se avessi incassato io sgravi fiscali non dovuti per dieci anni... so che cosa
succederebbe. Ma "quod licet Iovi, non licet bovi". Muuuuuu.

L'azienda condivide il disagio e le recriminazioni dei comitati
pendolari che lamentavano il fatto che con l'algoritmo applicato
gli abbonamenti sovraregionali arrivano a costare fino al 33% in
più di quanto dovrebbero essere tariffati

...d'altra parte, se uno incassa ingiustamente una somma per dieci anni sembra
che la somma in questione diventi un diritto acquisito. Chi ha incassato senza
averne diritto (purché non sia un villico, ma almeno un conte, com'è giusto):

a) Non restituisce,
b) Da quel momento si modera,
c) Ma quello che avrebbe sgraffignato... lo deve avere comunque! :-D

>> Del resto, ora che ci penso: te l'ho raccontata la storia del calcolo
>> del traffico telefonico in quel sympatico ufficio che tu conoscètti,
>> sì?

>Ergh... spero che non siano i sintomi di malattia degenerativa della
>memoria: non ricordo nemmeno il sympatico ufficio.

Che sei venuto a Firenze te lo ricordi, sì? :-D

Leonardo
--

A terrible beauty is born.
- W. B. Yeats, Easter 1916
Roberto Deboni DMIsr 10 Feb 2017 18:24
On Wed, 01 Feb 2017 18:59:26 +0100, Soviet_Mario wrote:

> On 01/02/2017 18.08, danca (Daniele Campagna) wrote:
>> Il 02/01/2017 01:43 PM, Mario F. ha scritto:
>> Ho provato anche a fare ricerche sui vari siti che confrontano le
>>> tariffe, sono tutte molto vicine, con differenze inferiori al 10%,
>>> volevo vedere se trovavo qualcuno che mi trattava meglio del ex datore
>>> di lavoro, ma mi pare che il gioco non valga la fatica di rotture di
>>> scatole.
>>
>> Invece credo che ne valga la pena.
>> Passare spregiudicatamente da un fornitore all'altro costringendoli a
>> fare offerte al ribasso è anzi l'unica difesa.
>
> questo è vero
>
>> Vale ber banche, assicurazioni, telefoni, energia.
>> E non è neanche una grande rottura di scatole, ormai si fa tutto
>> on-line o per telefono, e di solito il nuovo operatore non addebita
>> costi per le volture se si aderisce a qualche offerta "promozionale".
>
> tuttavia anche il TEMPO è un valore. E l'attenzione (che viene distolta
> da altro) è cmq un prezzo che si paga.

La "pressione" sui prezzi (ovvero il contenimento del costo della vita) e
la "liberta'" sono due esempi simili dove qualche volta conviene
sacrificare del tempo che stiamo dedicando alle cose che amiamo, per
evitare un danno peggiore del ******* mancato.

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